“Con grande buon senso – ha continuato Carmelo Parpiglia – le Istituzioni, i privati e i sindacati devono fare squadra per garantire servizi di qualità e aumentare la mobilità attiva», rendendo più veloci i tempi di rientro dal deficit sanitario. «L’obiettivo del Governo Frattura – ha rilanciato il Presidente – è l’integrazione tra le strutture, con il potenziamento dell’offerta pubblica e la valorizzazione delle eccellenze private, salvaguardando i livelli occupazionali e offrendo adeguate garanzie ai lavoratori.
Sottolineo, in tal senso, la straordinaria generosità dei dipendenti – ha ricordato Parpiglia – che hanno riunciato ad una quota dello stipendio. Non possono né devono essere loro a pagare gli errori ventennali di gestione della Sanità molisana. Guardiamo piuttosto alla razionalizzazione delle spese, agendo sulle inutili moltiplicazioni di reparti e primari, sull’alto tasso di ospedalizzazione e sulla medicina territoriale”.
Sulle difficoltà economiche denunciate della Fondazione Giovanni Paolo II e derivanti da presunti ritardi negli accrediti delle spettanze da parte dell’Asrem, il Presidente della Commissione Sviluppo economico ha precisato che “la Struttura regionale preposta ai pagamenti ha svolto un lavoro sempre celere e preciso”, come dimostrano le determine pubbliche e consultabili da chiunque.
Alla seduta comune era presente anche il Presidente della IV Commissione consiliare, il quale ha ribadito “l’intento del Governo regionale, riassumbile in una sola parola: integrazione. Ho incontrato personalmente Paolo Frattura e abbiamo concordato che tre strutture distinte in un pugno di metri quadri sono troppe – spiega Domenico Ioffredi – e i costi amministrativi e di gestione sono insostenibili. Da parte nostra c’è la massima attenzione al problema. Non pensate – ha concluso il Presidente della IV Commissione – che siamo indifferenti alle ansie dei dipendenti e delle loro famiglie”.
In relazione al secondo punto all’ordine del giorno, Carmelo Parpiglia ha confermato “la volontà di andare incontro alle esigenze e alle richieste dell’azienda Carsic di Venafro e di tutti i lavoratori, fermo restando la verifica periodica dei conti a cui è soggetta la Sanità molisana e l’impossibilità di autodeterminazione delle scelte da parte degli organi politici regionali.































