Secondo alcune indiscrezioni, lo scorso maggio, sarebbe arrivata all’indirizzo di posta elettronica di tutti i consiglieri regionali una mail in cui si racconta di soldi che sarebbero stati erogati indebitamente all’Arpa Molise.
O meglio, soldi illegittimamente percepiti dal direttore generale pro tempore e, probabilmente, anche dai direttori scientifico e amministrativo, negli anni che vanno dal 2012 al 2015.
A scrivere, pare sia stato un ex assessore regionale a cui, insieme ad altri componenti della Giunta regionale, la Corte dei conti, una volta verificato l’illecito percepimento dell’allora direttore Arpa, avrebbe chiesto indietro la somma.
Ma di che somma si parla?
Sembrerebbe che si stia parlando di oltre 170.000 euro intascati tra il 2012 e il 2015.
L’ex assessore regionale avrebbe dunque denunciato la situazione a tutti i componenti del Consiglio regionale, maggioranza e opposizione che, però, dall’inizio di maggio 2025 ad oggi, sono rimasti incredibilmente in silenzio.
Sempre l’ex assessore avrebbe comunicato agli eletti del Consiglio di aver provveduto già nel 2021 a diffidare l’Arpa Molise perché si attivasse immediatamente e, comunque, nei termini di legge, per richiedere indietro la somma dall’effettivo percettore.
La risposta dell’Arpa Molise è stata il più assordante silenzio interrotto ora da questa mail inviata a tutti i consiglieri regionali che, da Statuto, possono attivarsi per chiedere tutti gli atti necessari affinché si possa verificare l’integrità, la correttezza, la trasparenza e l’imparzialità del comportamento dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale.
La stessa missiva pare sia stata indirizzata anche all’attuale direttore generale dell’Arpa Molise con la richiesta di sapere se l’Agenzia ha messo in atto azioni perché l’indebito percettore restituisse i soldi intascati oppure il perché non avesse ritenuto opportuno procedere.
Le domande sono lecite. E, poi, chi erano i tre direttori dell’Arpa Molise all’epoca dei fatti?
Chi era il direttore generale Arpa Molise che ha intascato illegittimamente, come certificato dalla Corte dei conti, quasi 100.000 euro?
Perché nessuno, tra maggioranza e opposizione, si è mosso, magari con una interrogazione, per approfondire somme e nomi di questa storia?
Noi, all’interno della nostra rubrica approfondiremo, nelle prossime puntate, e porteremo alla luce tutti i nomi.
Non fosse altro perché si tratta di soldi pubblici, ossia soldi che dovrebbero essere utilizzati per finanziare beni e servizi per il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini e che, invece, sono serviti a far fare la bella vita a chi li ha indebitamente intascati.
Redazione






























