di Redazione
Giovedì 18 giugno 2026 le donne e gli uomini in divisa incroceranno le braccia virtualmente per una giornata nazionale di mobilitazione e protesta che vedrà coinvolto anche il territorio Molisano. Il Segretario Regionale Eugenio Roberto Persichilli e quelli Provinciali di Campobasso Vincenzo Bergantino e di Isernia Antonio Canta, rappresentanti della sigla sindacale SILP CGIL manifestano il proprio dissenso, all’interno della cornice di protesta nazionale che punta a sensibilizzare i cittadini e le istituzioni locali sulla grave crisi che sta colpendo i settori della sicurezza e della difesa, partendo da due nodi fondamentali e non più rimandabili: il rinnovo del contratto di lavoro e la tutela previdenziale. A livello nazionale le sigle denunciano un vero e proprio “contratto beffa” per il triennio 2025-2027. A fronte di un’inflazione reale certificata superiore al 17%, gli aumenti salariali stanziati dall’Esecutivo sono inferiori al 5,78%: un gap strutturale del 10% netto che si traduce in una perdita media di circa 300,00 euro in busta paga ogni mese per ciascun lavoratore. Sul fronte previdenziale, si contesta il cronico ritardo nell’avvio della previdenza complementare e l’insufficienza delle risorse per la previdenza dedicata, che rischiano di condannare a una vecchiaia di stenti migliaia di donne e uomini in uniforme, schiacciati sul sistema contributivo puro. Accanto alle rivendicazioni economiche e previdenziali nazionali, la mobilitazione a livello locale intende accendere i riflettori sulla gravissima carenza degli organici che sta portando al collasso i servizi operativi nella nostra provincia. Nella nostra realtà provinciale – dichiarano i rappresentanti locali di SILP CGIL, la situazione è diventata insostenibile. Registriamo una carenza organica sostanziale, specie per ciò che attiene la Polizia Stradale di Campobasso e Termoli che hanno una carenza di organico superiore al 30%. Carenza che riguarda, anche se in maniera leggermente inferiore anche il Commissariato di P.S. e la Polizia Ferroviaria di Termoli. Questo si traduce in turni di lavoro massacranti per i colleghi in servizio, un ricorso sistematico allo straordinario e un’età media del personale in servizio nelle province di questa regione supera ormai i 52 anni. Questa situazione mette a dura prova la gestione quotidiana di servizi essenziali come ad esempio il controllo del territorio e la vigilanza stradale. La sicurezza e la difesa sono beni comuni e non può esistere una società sicura se chi la protegge viene privato dei propri diritti fondamentali e della propria dignità economica e professionale. Questo grido di allarme è rivolto anche e soprattutto alla politica locale a cui si chiede di intervenire e rappresentare a livello centrale il grave disagio che sta subendo la nostra Regione, a discapito non solo degli appartenenti alle forze dell’ordine e in particolare alla Polizia di Stato ma che si ripercuote sui cittadini, minore vigilanza e quindi minor tutela.






























