“Se l’enorme gettito fiscale aggiuntivo imposto dagli ultimi due Esecutivi finirà quasi tutto nelle casse dell’Erario – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – i tagli alla spesa saranno però in capo quasi esclusivamente agli Enti previdenziali e agli Enti locali. Se i primi raggiungeranno l’obbiettivo grazie alla riforma previdenziale attuata dal Governo Monti, i secondi, vista la difficile situazione di bilancio, dovranno, molto probabilmente, ritoccare all’insù le tasse locali, con un evidente appesantimento fiscale in capo ai contribuenti italiani. Insomma – conclude Bortolussi – comprovato che la messa in sicurezza dei nostri conti pubblici avverrà agendo quasi esclusivamente sulla leva fiscale erariale, i pochi tagli previsti ricadranno quasi tutti sulle spalle degli Enti locali e di quelli previdenziali. Con buona pace di chi attende l’arrivo del tanto agognato federalismo fiscale”.
L’analisi della CGIA di Mestre è proseguita analizzando alcuni dati sulla ripartizione del debito pubblico italiano per livello di governo. Lo stock di debito pubblico (al 30 aprile 2012) è di 1.948 miliardi di euro: tuttavia, solo il 2,6% è imputabile alle Amministrazioni comunali (50,5 miliardi di euro). Nel complesso, le Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) sono “responsabili” di appena il 5,7% del debito pubblico, mentre il 94,3% è in capo alle Amministrazioni centrali. Un dato, quest’ultimo, che non ci deve sorprendere più di tanto visto che spetta all’Amministrazione centrale emettere titoli pubblici che inevitabilmente finiscono per aumentare il volume del debito pubblico.






























