Ho aspettato qualche giorno prima di riprendere il filo del discorso interrotto sull’apparecchio Tac che dovrebbe essere in uso esclusivo di tutti i pazienti che afferiscono al Pronto Soccorso del Cardarelli e che invece viene utilizzato quasi esclusivamente per i soli pazienti nei quali si sospetti una patologia vascolare e per i pazienti esterni che devono effettuare indagini radiologiche in intramoenia.

Non ho replicato alle dichiarazioni – estemporanee e del tutto incongrue con il ruolo – rilasciate da specchiate professionalità che operano a vario titolo nel nosocomio in questione (prima quelle del dottor Bianchi e poi quelle del dottor Iacobucci)  perché ho atteso – inutilmente – la risposta dei destinatari della mia interrogazione. Il manager dell’Asrem, dottor Angelo Percopo che assieme al governatore pro tempore Michele Iorio e all’assessore pro tempore Filoteo Di Sandro avrebbero dovuto replicare e fornire informazioni più dettagliate.

Tant’è ma se la strategia scelta è quella del rimpallo delle responsabilità, io non ci sto. E quindi torno sull’argomento con una nuova richiesta di accesso agli atti.

Il mio ruolo impone l’attività di controllo, per questo chiederò i dati ufficiali reperibili dal database interno, relativamente all’utilizzo di quell’apparecchio Tac.  A me è pervenuta una asettica tabella, priva di alcun riferimento temporale dettagliato,  afferente le prestazioni effettuate solo negli ultimi 5 mesi

Ribadisco che l’unica risposta ufficiale e lacunosa al mio quesito – è vero o non è vero che l’utilizzo della Tac in uso al Pronto Soccorso è precluso ai pazienti dello stesso reparto ed è invece appannaggio degli utenti esterni e intramoenia del Reparto di Radiologia e per i pazienti di quello di Chirurgia Vascolare – è giunta dal direttore sanitario dottor Paglione e non dal manager dell’Asrem , dottor Percopo.

Mi piace ricordare che l’apparecchio Tac fu destinato, fin dalla ristrutturazione del Pronto Soccorso del Cardarelli, a quello stesso reparto perché – oltre a fornire prestazioni più adeguate per una migliore qualità della diagnostica – consentiva al personale e ai pazienti di muoversi in tempi più veloci, proprio per quelle esigenze di emergenza che sottendono al concetto stesso di “pronto soccorso”.

Per evitare il disagio di trasportare i pazienti da una parte all’altra dell’ospedale (l’altra tac come già ho avuto modo di dire non è facilmente e velocemente raggiungibile) e quindi per evitare di trasportare il malato critico e perdere tempo  prezioso e, non ultimo, di allontanarsi dalla postazione operativa si stabilì che quella tac così vicina era più funzionale ad un uso esclusivo del Pronto Soccorso.

Oggi invece accade che i pazienti del Pronto Soccorso debbano fare i sotterranei in barella per poter essere sottoposti a quel necessario esame  diagnostico. E quando quell’apparecchio non funziona, solo allora la quella Tac torna ad essere utilizzata dai comuni mortali.

Giocare a nascondino non è il mio sport preferito e per questo chiedo ufficialmente i dati rinvenibili dal database ma afferenti al periodo compreso tra febbraio 2011 e giugno 2012 da quando cioè la Chirurgia Vascolare avrebbe (secondo le notizie che ho appreso da più parti in questi giorni ) chiesto ed ottenuto un utilizzo semi esclusivo dell’apparecchio Tac del Pronto Soccorso.

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