Nella sostanza i contenuti, rispetto alle bozze – già «alleggerite» – circolate la scorsa settimana non sono cambiati molto. Restano pertanto da superare le obiezioni della Ragioneria sulla copertura finanziaria dei capitoli con voci di spesa, d’altra parte considerati cruciali per centrare l’obiettivo della crescita a partire dai bonus fiscali per le ristrutturazioni e gli interventi finalizzati al risparmio energetico.
Tra le novità l’introduzione nel Piano città di una serie di misure finalizzate allo sblocco dei programmi di edilizia sovvenzionata e agevolata da concedere in locazione al personale delle amministrazioni dello Stato, impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. Ancora: ci sarà più tempo per riordinare le norme sui taxi. Nel decreto è stato infatti inserita la proroga fino al 31 dicembre 2012 del tempo massimo concesso al ministerod elel Infrastrutture per pubblicare il Dm necessario a riordinare le regole sull’eserczio abusivo del servizio taxi e le norme sul noleggio senza conducente introdotte dal 207/2008 giudicate fortemente restrittive della concorrenza.
Ricordiamo i principali punti del decreto.
Bonus ristrutturazioni. La detrazione Irpef sul recupero delle abitazioni sale dal 36 al 50 per cento. Confermato anche l’innalzamento del tetto massimo di spesa agevolabile da 48mila a 96mila euro. L’effetto però è limitato nel tempo fino al 30 giugno 2013.
Incentivi 55%. Prorogati di altri sei mesi anche gli incentivi per la riqualificazione energetica: la percentuale di sconto fiscale scende dal 55 al 50 per cento.
Project bond. Gli interessi avranno lo stesso regime fiscale dei titoli di Stato. Per tutte le operazioni sulle garanzie (comprese surroghe, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali) le imposte di registro, ipotecarie e catastali sono pagate in misura fissa. Le obbligazioni potranno essere emesse anche ai fini del rifinanziamento del debito precedentemente contratto per la realizzazione dell’infrastruttura o delle opere connesse al servizio di pubblica utilità.
Affidamenti a terzi nelle concessioni. La quota minima di lavori che i concessionari dovranno affidare a terzi sale dal 50 al 60 per cento.
Defiscalizzazione infrastrutture. Confermato l’impianto previsto dalle precedenti bozze. Salta però la possibilità di detrazione Iva corrisposta per la realizzazione di opere in partenariato pubblico provato superiore a 500 milioni.
Incarichi progettazione. Confermato il ritorno alle tariffe minime per il calcolo dei corrispettivi per le attività di progettazione oggetto di gara, fino all’emanazione del decreto del ministero della Giustizia con i parametri da utilizzare per determinare i compensi in sede giudiziaria.
Imprese e invenduto. Confermata l’esenzione Iva sugli immobili invenduti per più di cinque anni. C’è anche l’esenzione del pagamento Imu per gli immobili rimasti in magazzino.
Piano città. Confermato anche il piano città per la realizzazione di interventi di riqualificazione di aree urbane degradate attraverso un «contratto di valorizzazione urbana». Per la selezione dei progetti sarà istituita una cabina di regia. Nel piano entrano ora anche alcune disposizioni mirate a sbloccare gli interventi di costruzione di edilizia sovvenzionata da concedere in locazione al personale delle amministrazioni dello Stato, impegnato nella lotta alla criminalità organizzata.
Gli interventi per i quali sia già stato ratificato l’accordo di programma nel termine del 31 dicembre 2007 potranno essere ricollocati nei comuni capoluogo di provincia di regioni diverse da quelle previste, purché confinanti con le attuali. In caso di ricollocazione, al concessionario rimarrà l’obbligo di realizzare in proprio l’intervento di edilizia sovvenzionata, pur rimanendo fermo il finanziamento pubblico originariamente previsto,
Edilizia privata. Piccole ulteriori semplificazioni in materia di titoli abilitativi. Le autocertificazioni già previste all’articolo 19 della legge 241/1990 per la Scia (sostitutive di pareri di enti od organi, previsti dalle leggi) si estendono anche a quanto previsto da norme regolamentari e anche per “atti”, non solo pareri. E poi questo principio viene esteso anche alla Dia, integrando l’articolo 23 del testo unico edilizia.






























