E’ questa la graduatoria stilata dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha calcolato gli effetti dell’applicazione dell’Imu sulle principali categorie economiche presenti nel Paese. L’analisi è stata realizzata applicando l’aliquota ordinaria del 7,6‰ (ricordiamo che i Comuni potranno diminuirla o aumentarla fino al 10,6‰) e utilizzando le rendite catastali medie nazionali. “In una fase economica in cui i consumi sono in forte contrazione, il credito continua ad essere erogato con il contagocce e le tasse continuano ad aumentare a vista d’occhio – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – auspico che il Governo riveda al ribasso le aliquote dell’Imu per le attività produttive, altrimenti corriamo il pericolo che molte piccole aziende chiudano i battenti e finiscano a lavorare in nero.
Non dimentichiamo – prosegue Bortolussi – che nella stragrande maggioranza dei casi gli imprenditori pagheranno l’imposta municipale due volte. Una come proprietari di prima casa e l’altra come proprietari di immobili ad uso commerciale o produttivo. Visti gli aumenti introdotti quest’anno, ho il timore che molti artigiani e molti piccoli commercianti non ce la faranno a rispettare nemmeno il pagamento della prima rata.”






























