“I ritardi nella spesa fondi Ue – sottolinea Fanelli – pesano il doppio su famiglie e imprese quando si è in presenza di una forte crisi, come oggi. Primo perché non si attivano servizi e interventi per lo sviluppo, secondo perché non mettono in moto consumi utili a far ripartire l’economia e l’occupazione”.
Questo il motivo per cui la delegata Anci accoglie con favore l’accelerazione impressa dal governo che “avevamo già condiviso”, con un’attenzione ai progetti innovativi di ‘protezione’ sociale’ (giovani e anziani), che “valutiamo utile per favorire solidarietà e vicinanza alle fasce più deboli”, evidenzia Fanelli.
Tuttavia, entrati ormai nella fase attuativa del piano coesione, “è necessario il massimo coinvolgimento dei Comuni e dell’Anci”, con l’obiettivo, afferma la delegata Anci, di “tarare gli interventi in base alle esigenze che solo chi lavora quotidianamente su questi temi può realizzare”.
Continua: “C’e’ un ventaglio di previsioni, alcune estremamente importanti e utili, altre da verificare. E c’e’ anche una cancellazione di precedenti interventi sui programmi nazionali che ora finanziano il piano che va compresa appieno”. Da qui l’auspicio alla massima collaborazione con governo e regioni nella gestione della fase operativa, in modo “da procedere con celerità, nel tentativo di recuperare il terreno perduto per rilanciare crescita, sviluppo e coesione sociale, a partire dal Mezzogiorno”.
Per quanto riguarda il Molise, Fanelli diagnostica luci e ombre. “Il Molise è fuori da questi strumenti in quanto regione che non rientra nella cosiddetta “convergenza”, tuttavia – puntualizza – può fare molto di più su altri strumenti per il Sud varati in questa settimana dal governo. In primis, sul credito d’imposta per l’occupazione, con uno sgravio del 50% per le categorie svantaggiate”.






























