IN ARRIVO PER LA COPPIA I SOLLECITI DI PAGAMENTI ARRETRATI DELLA TARSU !

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Siamo all’assurdo per “i baraccati” di Venafro, la coppia -Paola, 22 anni e Pasquale, 56- da dieci mesi costretti a vivere in una malmessa ed antigienica baracca metallica in un oliveto del Campaglione o Parco regionale dell’Olivo senza wc e senza luce, non sapendo e non avendo dove altro andare. Mentre tanto dalla Prefettura d’Isernia che dal Comune di Venafro si continuano ad aspettare interventi e passi concreti per tirare fuori i due “disgraziati” dalla situazione in cui sono precipitati e mentre si attende dall’Inps l’assenso definitivo al riconoscimento della cecità civile per Paola, già invalida civile, ecco l’incredibile novità : all’albo pretorio del Comune di Venafro è stato pubblicato il sollecito di pagamento a carico di Paola Monti, la donna de “i baraccati”, della Tarsu per il 2009/2010 e l’avviso per la stessa tassa per l’anno 2012, tasse riferite a quando i due abitavano in un alloggio di proprietà lungo via Garibaldi -la salita che porta al Carsic-, alloggio successivamente “perso” per le tante avversità della loro tormentata esistenza pregressa. Nel merito si può benissimo argomentare che trattasi di tasse dovute e come tali da pagarsi, a prescindere da tutto quanto. In punto di diritto, ossia in base alla norma, il ragionamento non fa una grinza e, se non conoscessimo situazione e personaggi, potremmo addirittura convenire. “Pago io, ed è logico che paghino anche tutti gli altri”, é il ragionamento di molti. Già, ma nel caso in essere “gli altri” sono Paola e Pasquale, due che a definire “disgraziati” è poco, anzi niente ! Per le vicissitudini dell’esistenza, per i loro stessi sbagli che li avevano portati a sperperare quanto avevano, per l’isolamento/allontanamento dai rispettivi parenti in cui si sono ritrovati, per scelte sbagliate e per tutta una serie di problemi, i due oggi vivono da autentici clochard, da barboni e con la tristissima prospettiva di un nuovo autunno/inverno in quelle condizioni, tra lamiere contorte, fango, umidità, pericoli, animali di varia natura, condizioni igieniche al limite,freddo, senza wc, senza energia elettrica e chi più ne ha ne metta ! E adesso la Venafro civile e democratica, forte di leggi e norme vigenti, cosa fa ? Sollecita ai due “disgraziati” del Campaglione il pagamento della Tarsu per gli anni decorsi ! Già, e delle minime condizioni socio/umanitarie di sopravvivenza che “i baraccati” con tanta dignità, compostezza e senza clamore chiedono da dieci mesi a Comune e Prefettura cosa se ne sa, chi se ne fa finalmente carico ? Premesse le realistiche difficoltà finanziarie della coppia, che vive con 270 euro mensili (l’assegno d’invalidità di Paola) e la coltivazione di verdure ed ortaggi di Pasquale nell’oliveto, non resta altro da fare che aspettare che qualcosa e qualcuno da Prefettura isernina, Comune venafrano ed Inps pentra si muova, decidendosi l’Istituto di Previdenza al riconoscimento della cecità alla donna con relativo assegni mensile e Prefettura e Comune ad evitare ai “baraccati” del Campaglione un altro autunno/inverno in condizioni assolutamente impossibili e precarie, anche perché Pasquale a giorni deve sottoporsi ad intervento d’ernia al Veneziale lasciando da sola Paola, non vedente ! Nel frattempo un “caloroso” suggerimento di sapore socio/umanitario agli uffici municipali di Piazza Vittorio Veneto a Venafro : ci saranno senz’altro tant’altre situazioni di evasione ed insolvenza da perseguire, piuttosto che mettersi ad inseguire “ombre”, quali appunto sono Paola e Pasquale !

Tonino Atella

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