Chi risarcirà la Civitas per i danni subiti dalla mancata realizzazione della centrale?

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Voto unanime ieri in consiglio regionale per ribadire in linea con la protesta dei cittadini un “no”, alla realizzazione di impianti a biomasse nell’area matesina.
Una decisione chiara ed incontrovertibile che segue le aspettative dei molisani: evitare l’approdo di nuove aziende inquinanti nel Molise, ma che cela dei risvolti complessi a cui non si può evitare di soffermarsi per analizzare la situazione. Da un punto di vista politico, l’unanimità decisionale sulla vicenda biomasse in consiglio è più che lodevole: un atto di responsabilità dovuto.
Dove sorgono i problemi?
Sicuramente sull’iter avanzato, a cui La Civitas S.r.l. , azienda che doveva – a questo punto – realizzare la prima centrale a biomasse nell’area di Campochiaro non vorrà rinunciare per portare a termine la centrale, a meno che qualcuno si addossi le spese risarcitorie.
Chi si assumerà la responsabilità di risarcire quest’azienda che dal canto suo ha tutte le carte in regola per proseguire i lavori e realizzare l’opera?
Il Consiglio condividendo il diniego autorizzativo ha spedito ad Angela Aufiero dirigente del settore Energie della regione la patata bollente, la quale afferma che l’autorizzazione non si può più revocare.
Intanto per preservare i propri interessi “La Civitas S.r.l.” ha diffidato la Regione a non bloccare i lavori.
Il Presidente Frattura in questo contesto ha le mani legate, non può assumere decisioni che potrebbero rivelarsi boomerang. Qualora la Civitas S.r.l. vincesse in tribunale, la Regione dovrebbe risarcire il danno. La Corte dei Conti finirebbe per contestare il danno erariale allo stesso Frattura. Perciò egli ha interessato la Giunta. Gli Assessori hanno scelto di coinvolgere il Consiglio, con lo scopo di responsabilizzare tutti all’unanimità su eventuali danni che presumibilmente si avranno per la regione in forma risarcitoria nei confronti della Civitas. Il Consiglio non vuole correre rischi e ha rimesso tutte le decisioni nelle mani della Dirigente Aufiero, la quale, se revocasse l’autorizzazione, rischierebbe di pagare di tasca propria.
In questo modo, nonostante le buone intenzioni vi è uno stallo tecnico a cui difficile sarà uscirne in maniera indolore.
Pietro Tonti

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