Pietro Pensato di nuovo alla ribalta per esternalizzare il suo disappunto sulle criticità della via dove vive.

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E’meglio conosciuto come “ indignato speciale “ per l’abitudine ad interpretare le contrarietà dell’opinione pubblica locale e nazionale in merito a vicende di grosso impatto sociale. E non ha mancato di farsi “ apprezzare “ anche nella Capitale, dove si è recato vestito di tutto punto del proprio personaggio, ossia con un enorme mantello nero il colore della contrarietà più assoluta, per manifestare dinanzi ai palazzi della politica nazionale il disappunto proprio e di tant’altri per quanto non va nella nostra pur bella nazione. A Venafro lo ricordiamo, con mantello, turbante e striscione di protesta, ad esternare la personale contrarietà per le condizioni minime in cui è costretto l’ospedale SS Rosario, struttura purtroppo in costante regresso in fatto di servizi, prestazioni, offerta e conseguentemente di gradimento da parte della gente. E’ del pensionato venafrano Pietro Pensato che stiamo scrivendo, abitante al rione Colle, il quartiere più a nord della città, di cui il nostro denuncia senza peli sulla lingue le impossibili condizioni di vita. Di tutto questo non ha mancato di fare pubblica esternazione a conclusione di un recente consiglio comunale, esponendo nei dettagli tutto quanto avviene al Colle. Il personaggio, assolutamente dinamico, stanco di subire e sopportare senza che nessuno si decida ad intervenire, ha voluto esternare ai media tutto quanto accade nella speranza che qualcosa si muova nell’interesse della vita sociale al Colle, della pulizia del rione e della tranquillità di quanti vi vivono : “Abito in via Colle -attacca l’ “indignato speciale”- e mi adopero per l’accoglienza, la pulizia e la bellezza del quartiere. Lo abbellisco col verde e in occasione delle festività patronali di metà giugno lo rendo quanto più attraente possibile, sempre a mie spese. Fiori, colori e verde per migliorare l’immagine del Colle. Mi ritrovo però a combattere contro un muro di gomma ! C’è infatti chi opera per tutt’altro, con macchine in sosta ovunque ad ostruire le strettissime vie d’uscita, scarichi pericolosi, pollai, prepotenze ed altro ancora. Recentemente sono state addirittura distrutte le fioriere che a mie spese avevo sistemato lungo le stradine del Colle per abbellirlo. Ho esposto il tutto alle forze dell’ordine ed agli amministratori comunali, ma non si sono visti interventi o provvedimenti. Denuncio pubblicamente l’assenza totale dell’azione municipale nel mio rione di residenza. Non nascondo di essere esasperato per quanto avviene al Colle e come me tant’altre coppie di anziani pensionati, letteralmente prigionieri nelle loro case !”. L’esternazione dell’ “indignato speciale” di Venafro richiede doverosi ed urgenti interventi per garantire a tutti parità di diritti e conseguentemente una vita dignitosa.

Tonino Atella

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