Possono richiedere i risarcimenti anche i parenti dei deportati defunti.
Da Filomena Calenda Consigliera Comunale riceviamo e pubblichiamo:
Qualche anno addietro, l’Onorevole Carlo Fatuzzo, leader del Partito Pensionati (di cui Filomena Calenda è coordinatrice regionale) con un pool di avvocati avviava numerose istanze tendenti al risarcimento in favore dei militari italiani, deportati nei campi nazisti; ed ove – questi – fossero passati a miglior vita – il risarcimento sarebbe spettato ai familiari superstiti. Invero, anche nel nostro territorio, v’è un numero sparuto, di tali ex deportati, ancora in vita, che oggi hanno oltrepassato la soglia dei novant’anni.
Mi ero interessata, tramite avvocati specializzati, di inoltrare le relative istanze. Ahimè, la Germania si era appellata; per cui tutto restava nel “pallone”.
Nello scorso mese di settembre, la Consulta si è pronunciata favorevolmente al risarcimento di quelle stragi. In simile modo la Corte Costituzionale, con detta sentenza, cancella l’immunità della Germania perché, adesso viene meno per i crimini di guerra e contro l’umanità. Il verdetto apre la strada alle richieste dei familiari di vittime deportati del terzo Reich.
Filomena Calenda, già Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, sempre vicina ai cittadini, che è anche Commissario del Patronato ACAI di Isernia alla Via berta, 90 telefono e fax 0865/299203, invita gli interessati a rivolgersi al suo Patronato per la prosecuzione e l’inoltro delle istanze di risarcimento che – si ripete – spettano – anche ai superstiti dei deportati, ove questi ultimi non fossero più in vita.































