L’internazionalizzazione, il rivolgersi a mercati esteri, l’eliminazione del “digital divide” sono  le strategie messe in atto dal governo regionale per la sopravvivenza delle imprese molisane.

fare impresa big

 

Tutti gli sforzi che il Governo regionale e l’Assessorato alle Attività Produttive hanno realizzato e stanno proseguendo, per offrire la possibilità di invertire la tendenza della ricerca del posto fisso e puntare sull’imprenditoria: potrebbero essere vanificati.

Per colmare quel gap, determinato dalla perdita dei posti di lavoro nelle aziende fallimentari, è più che giusto che L’assessorato diretto da Scarabeo abbia messo in campo tutto il possibile per evitare che continui l’emorragia di giovani e meno giovani inoccupati verso altre mete. I risultati ci sono e sono più che evidenti, certificati da indagini eloquenti, ma quale sarà il futuro di queste piccole e medie imprese che da qualche mese hanno aperto i battenti?

Una grossa incognita gravita sulla testa dei neo imprenditori, per cause assolutamente non dipendenti dalla politica regionale attuale, ma da un retaggio di debiti accumulati nel passato dalla regione Molise che certo non aiutano chi fa impresa nel Molise. Le indagini di Confartigianato sono altrettanto eloquenti e minano le iniziative. Gli artigiani nel Molise pagano all’erario il 74% di tasse: il più alto d’Italia. In questo dato si accomunano anche le piccole imprese commerciali e le medie attività. Se si considera l’indeducibilità delle spese indispensabili che occorrono ad un’impresa per sopravvivere, il prelievo dello Stato tra diretto e indiretto – in questo momento – supera il 90% .

Nel Molise le imprese e i cittadini sono penalizzati dai trasporti, da noi le benzine risultano le più care della nazione, per le accise che nel corso degli ultimi anni hanno dovuto parzialmente coprire le passività nella sanità. Abbiamo collegamenti viari e ferroviari che non aiutano le imprese a sviluppare reddito facile e a sopravvivere, il tutto legato all’esiguità della popolazione residente, allo spopolamento delle periferie e ad una scarsissima  capacità ricettiva e turistica.

Bisogna essere propositivi, questo è vero, e bisogna guardare al futuro sperando che le cose possano migliorare e lo Stato decida di ridurre il prelievo fiscale. In questo momento, tutti i sogni di gloria impattano una grande incertezza dettata dal muro di gomma della Legge di Stabilità.

Nel 2018 l’Iva potrà aumentare sino al 25.5% e le accise sui carburanti dovranno garantire maggiori entrate per 700 milioni di euro l’anno. In particolare, gli aumenti IVA sono previsti in tre step: dal 10 al 12% nel 2016, al 13% nel 2017 e dal 22 al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 ed al 25,5% nel 2018.

Le ripercussioni di questi aumenti, così come li ha previsti la Legge di Stabilità, sarebbero drammatiche. Ma, niente panico: per il momento si tratta di misure inserite nelle clausole di salvaguardia della “Finanziaria”, destinate a scattare automaticamente solo se non verranno raggiunti determinati obiettivi di bilancio e di spending review. Ovvero, solo nel caso che il 2015 si chiuda senza aver ottenuto risparmi sufficienti ai saldi di bilancio.

Dalle analisi generali’, tornando a noi, è un campo minato fare impresa nel Molise più che nell’intera nazione, ma l’ottimismo resta comunque d’obbligo. Quali sono i segnali positivi su cui poter contare per restare e sopravvivere in questa regione?

In questo momento sono due.

Il primo è il “digital divide” che il governo regionale ha affrontato in maniera decisa con ingenti investimenti.  Tra pochi mesi cittadini e imprese potranno contare su linee web veloci, grazie alle fibre ottiche che agevoleranno notevolmente le comunicazioni e il rivolgersi a mercati internazionali  per il commercio elettronico.

Il secondo punto ancora più importante, è rappresentato dai rapporti istituzionali e commerciali che l’Assessorato consentiteci: “più produttivo, quello delle Attività Produttive regionale” sta affrontando in maniera brillante e diretta.

Cosa è cambiato rispetto al passato, molti lettori si chiederanno: viaggi istituzionali e a fini commerciali ci sono da anni e si sono rivelati solo gite di piacere, non hanno portato a nulla!

Vi è solo un piccolo particolare che bisogna considerare, vi erano nel passato strategie e quella giusta informazione che consentiva alle imprese di poter usufruire delle opportunità? Assolutamente no è la risposta.

Oggi qualcosa di diverso c’è, quando si va all’estero si giunge con la consapevolezza di quelle che sono le nostre risorse, la capacità produttiva delle nostre piccole e medie imprese, e in questo modo si aprono nuove prospettive, opportunità da cogliere per fare reddito. Solo oggi, rispetto al passato, grazie alla competenza di chi è chiamato a rappresentarci, nonostante le mille avversità, possiamo guardare al futuro imprenditoriale nel Molise, con moderato ottimismo.

 

Pietro Tonti

 

 

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