Non si è fatta attendere la replica dell’Ance Molise alle dichiarazioni dell’Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Pierpaolo Nagni, che ha commentato ieri la lettera aperta del Presidente dell’Associazione dei costruttori, Umberto Uliano.
“Noi qualunquisti? E’ un’accusa del tutto infondata, e che rispediamo al mittente. Non siamo abituati a “sparare nel mucchio”, come dice l’Assessore, e a testimonianza della nostra serietà, pure messa in dubbio da Nagni, rispondiamo citando dati e fatti. E’ di ieri la presentazione del rapporto della Banca d’Italia riguardante il primo semestre dell’anno in corso; titolava un quotidiano: “BANKITALIA: IL MOLISE COLA A PICCO”. E’ drasticamente diminuito il numero delle imprese di costruzione, -255, e i permessi di costruire che erano 1.366 nel 2007 sono stati pari a 435 nel 2012.
QUESTO E’ QUALUNQUISMO? O, piuttosto, è la drammatica ed inequivocabile testimonianza di una crisi profondissima che mina la sopravvivenza stessa delle imprese edili molisane? Forse, per qualcuno, meglio sarebbe “non sapere e non leggere”, ma “leggere” e “sapere” non possono certo costituire una colpa. Soprattutto quando leggendo i documenti di programmazione regionale non scorgiamo neppure un accenno all’individuazione di misure e risorse in grado di restituire quanto meno una boccata d’ossigeno al comparto delle costruzioni: manca, in altri termini, un’azione programmatoria che miri a restituire al settore edile molisano quella funzione di volano che le costruzioni hanno da sempre rappresentato nell’economia regionale. Eppure, a febbraio abbiamo consegnato alla Regione un documento puntuale che operava la ricognizione delle priorità da affrontare elencando 7 punti: ricostruzione, autostrada, patto di stabilità, pagamenti alle imprese, smobilizzo crediti, edilizia agevolata, piano casa.
A parole: condivisione piena; nei fatti: nessuna risposta. Due esempi per tutti: ricostruzione e autostrada. Per la ricostruzione la situazione è drammatica: ad oggi i pagamenti sono fermi a gennaio 2014, e alle aziende bisogna pagare oltre 15 milioni di euro. Non solo: imprese che hanno sottoscritto i contratti non possono iniziare i lavori perchè non hanno garanzia dell’effettiva disponibilità dei fondi, per cui se non vengono pagate rischiano di fallire. ANCHE QUESTO E’ QUALUNQUISMO? O FORSE E’ QUESTA LA MANCANZA DI SERIETA’ che l’Assessore vorrebbe attribuire a noi? Passiamo all’autostrada. E’ “sfumato” il finanziamento per realizzare un’opera che era stata programmata a livello nazionale; si è detto che al suo posto sarà realizzata una superstrada a quattro corsie. Ma dov’è il finanziamento, qual’è il progetto e quando saranno spesi i fondi?
Forse a qualcuno sfugge che le imprese devono poter programmare le proprie attività, e, per farlo, e per garantire lo stipendio alle proprie maestranze, devono poter contare su iniziative, risorse e tempi certi. E se questi mancano, le imprese falliscono, le aziende chiudono e si dovranno licenziare gli ultimi operai. E’ chiaro, o anche questo concetto è stato espresso con eccessiva “genericità”? Quando l’Assessore parla di “poca serietà” dovrebbe ricordare la battaglia che abbiamo fatto per la “centrale di committenza regionale”, che è, in sintesi, l’organismo che, nella massima trasparenza, dovrà gestire le gare d’appalto di tutti i comuni molisani non capoluogo di provincia, a partire da gennaio 2015 per i servizi e le forniture, e da luglio 2015 per i lavori.
Ci è stato chiesto di aiutare la Regione a fornire consulenza in materia, ciò che abbiamo fatto immediatamente con il nostro Direttore, l’Avv. La Vigna, unanimemente riconosciuto tra i massimi esperti di contrattualistica pubblica a livello nazionale ed autore di numerose pubblicazioni, che ha approntato un vero e proprio vademecum in materia. Abbiamo inoltre chiesto con determinazione che fosse costituito un Comitato tecnico-scientifico per evitare errori di interpretazione nella materia. Anche in tal caso nessuna risposta.
Anzi, forse una risposta, seppure indiretta, c’è stata; lo scorso mese “Ali Comuni Molisani” ha appaltato una gara per la realizzazione di una scuola nel comune di Ururi. Siamo intervenuti osservando che la gara era illegittima, e “Ali” ha provveduto immediatamente a modificarla in senso conforme alle nostre indicazioni. Se non fossimo intervenuti, si sarebbe certamente proceduto come nel passato, restringendo la partecipazione alla gara a poche imprese, quelle poche in possesso di un requisito non previsto dalla legge. E SAREMMO NOI, DUNQUE, I “NOSTALGICI DEL VECCHIO SISTEMA”?































