“E’ inaccettabile denigrare con sospetta continuità un’intera categoria di lavoratrici e lavoratori ed è ancora meno opportuno fare leva sui cosiddetti ‘fannulloni’ come giustificazione di una riforma della P.A., basata unicamente sull’inasprimento delle norme sui licenziamenti e sulla mobilità coatta”. Lo dichiara il segretario confederale dell’Ugl, Augusto Ghinelli.

“C’è da sottolineare che, mentre il ministro per la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, studia come licenziare o mobilitare d’ufficio lavoratori in esubero, le buste paga dei dipendenti pubblici restano congelate al 2009, fanalino di coda nella media europea. Con simili retribuzioni, non solo si fa fatica ad arrivare alla terza settimana del mese e a mantenere una famiglia, ma diventerebbe impossibile in caso di trasferimento di sede sostenere viaggi giornalieri di 100 chilometri, tra andata e ritorno”.
Per il sindacalista “a fronte di pochi dipendenti licenziati, circa 200 nel 2013 per varie motivazioni, si sta snaturando una riforma che dovrebbe, invece, puntare all’efficienza, partendo da una reale e pianificata riqualificazione di tutto il personale, dall’avvio del turn-over, dalla possibilità di sfruttare le professionalità interne, eliminando quanto possibile le esternalizzazioni, e dall’immediato sblocco dei contratti di lavoro”. “Infine non è vero – conclude Ghinelli – che i dipendenti pubblici sono troppi, perché si trovano nella media europea”.






























