L’università di Isernia come l’Araba Fenice risorge dalle proprie ceneri. I tanti che credevano di aver perso definitivamente le facoltà a Via Mazzini e si sono scagliati contro l’amministrazione Brasiello e L’Assessore D’Achille, dovranno ricredersi. Grazie all’intervento congiunto della politica parlamentare e regionale, con il Rettore Palmieri, il Senato Accademico ha deliberato oggi una importante decisione che riguarda il futuro di Isernia universitaria.

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La sede di Via Mazzini perde Scienze Politiche che verrà dal primo febbraio trasferita a Pesche, per poi definitivamente traslocata a Campobasso il prossimo anno accademico 2015/2016. Si avranno un po’ di disagi per gli iscritti che si risolveranno senza grossi traumi, anche attraverso lezioni via streaming su internet, e servizi navetta per raggiungere la sede universitaria, predisposi da Isernia a Pesche. Dunque cosa si cela in questa chiusura?  Un vero e proprio rilancio dell’Unimol nel centro cittadino.

Infatti, dal prossimo Ottobre si punta ad istituire un polo delle professioni sanitarie, facendo approdare nella facoltà di Isernia, nel centro storico, circa 500 studenti universitari, il tutto scaturito da un accordo tra L’Università del Molise e l’Università La Sapienza di Roma. I corsi di laurea triennali e magistrali  in Scienze Infermieristiche avranno circa 400 studenti dell’università romana e circa 70 dell’Unimol. Il Senato Accademico ha già avviato l’iter per l’accreditamento.

Il presidente della Regione Frattura pronto ad investire un milione di euro in 5 anni sulla facoltà di Via Mazzini. Unico nervo scoperto è quello di riuscire a catalizzare attenzioni nel centro storico dopo il primo febbraio data in cui l’ex immobile della Curia Vescovile verrà abbandonato dall’università. Si tratterà solo di un periodo breve, infatti la facoltà universitaria in Scienze Infermieristiche costretta in angusti spazi dell’ospedale Veneziale potrebbe occupare la sede di Via Mazzini. Ci sarebbero già trattative avviate in tal senso. L’economia del centro storico non dovrebbe risentire di grosse perdite in quanto, sono già i circa 300 studenti della stessa facoltà a gravitare per gli acquisti e gli alloggi proprio nell’area storica di Isernia.

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