“E’ un passo avanti importante e a lungo atteso il via libera del Senato alla proposta di legge che introduce nel nostro codice penale i reati ambientali. Si avvicina, dunque, il traguardo di rendere le nostre normative adeguate ai sempre più diffusi reati contro l’ambiente e la salute dei cittadini. Un obiettivo atteso da tempo e per cui si sono battute con forza alcune delle maggiori associazioni italiane, come Legambiente e Libera che da ultimo hanno anche lanciato un appello sottoscritto da migliaia di persone.
Crimini, quelli contro l’ambiente, odiosi e molto pericolosi, basti pensare che stando al rapporto Ecomafia di Legambiente fruttano alla malavita organizzata circa 15 miliardi l’anno”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera e primo firmatario della proposta di legge che istituisce nel Codice penale i nuovi delitti contro l’Ambiente appena approvata dal Senato. “Con questo provvedimento sul rafforzamento dell’azione penale in ambito ambientale frutto di un’ampia convergenza, a partire da un testo di legge unificato, nato da una mia proposta e da quelle analoghe dei colleghi Micillo (M5S) e Pellegrino (Sel), che era stato approvato un anno fa dalla Camera – prosegue Realacci -, si introducono dunque nuovi strumenti che renderanno più efficace il contrasto alle illegalità e alle ecomafie.
La legge sugli ecoreati prevede tra l’altro un innalzamento delle pene con il raddoppio dei tempi di prescrizione e una prescrizione legata alla durata degli effetti dell’inquinamento, l’introduzione nel nostro codice penale dei reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale e traffico di materiale radioattivo. Introduce poi il cosiddetto ravvedimento operoso, che prevede sconti di pena per chi provvede alla messa in sicurezza e alla bonifica dei luoghi, e l’obbligo al ripristino dei luoghi in caso di condanna o patteggiamento. Ora è importante che la Camera dia nel più breve tempo possibile e senza cambiare neanche una virgola il via libera definitivo al testo della legge così come approvato dal Senato. Perché in futuro non ci siano più casi Eternit o Bussi”.































