A nulla sono serviti i lavori di ripulitura della strada che conduce a Colle Martino da Isernia da parte del comune, la strada interpoderale, che dal ristorante Il Timone si inerpica tra terreni argillosi e sui colli conduce alla frazione di Isernia, diventa alla prima pioggia una mulattiera, attraversabile solo con fuoristrada, muli o asini, qualora ne fosse rimasto qualcuno nelle stalle. Dopo la grande frana che ha cancellato la statale 17 del Macerone, gli abitanti di Colle Martino vivono in continua precarietà gli spostamenti quotidiani: un n vero tormento. Si transita nel fango da “Camel Trophy”,  buche da schianto e tubi in cemento che dovrebbero fungere da raccordo delle acque piovane ostruiti dal terreno, rimandano in strada l’acqua e diventa tutto impraticabile, soprattutto se si percorre la strada in salita, senza fuoristrada si rischia di rimanere impantanati.

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Strada alternativa al Macerone per la frazione Colle Martino 27 marzo 2015

 

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Strada alternativa al Macerone per la frazione Colle Martino 27 marzo 2015

E’ qui che i cittadini diventano di serie B e si svalutano terreni e case e si rischia di non far ritorno alle proprie abitazioni nelle giornate con precipitazioni piovose e nevose.

Come porre rimedio a tutto questo?

Si poteva utilizzare la vecchia strada romana già percorribile fino agli inizi del novecento, prima che si realizzasse la statale 17 nel tracciato franato, ma qualcuno ha deciso che quella strada fosse un cimelio storico di grande valore, capace di attrarre anche turismo e nella bufala delle bufale, quando difficile è attrarre nel Molise finanche visitazione nel museo del paleolitico, figuriamoci quale interesse potrebbe catalizzare una strada a fondo romano antico, come ve ne sono a milioni di chilometri in tutta Europa, dove anche e soprattutto svolgono il loro ruolo da sempre, quello di normali strade percorribili.

L’unico tracciato solido e ben battuto, quindi,  è a poche centinaia di metri dalla mulattiera, inutilizzabile per sopraggiunto veto della Sovrintendenza ai Beni Ambientali, in seguito a sollecitazione e segnalazione di alcuni cittadini che quel tracciato non doveva essere utilizzato, in quanto, quei 300metri di selciato in pietra, qualche millennio fa era percorso   da Vespasiano, stimolato da quel tratto di strada forse inventò l’orinatoio a noi posteri giunto col nome del suo inventore il “vespasiano” per l’appunto. Mentre i cittadini viaggiano nel fango nell’alternativa più deleteria a cui si poteva pensare, probabilmente quel tratto, di vetusta e romanica storicità, nemmeno come orinatoio verrà utilizzato nel futuro.

Pietro Tonti

 

 

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