Non abbiamo l’esatta percezione di vivere in un ambiente contaminato e a rischio malattie estreme.
Oggi le “Mamme per la Salute e l’Ambiente di Venafro Onlus” hanno affondato il coltello nella piaga dell’inettitudine generale. Un Convegno dal tema “Salute ed Economia-Correlazioni”. Relatori di fama internazionale vicini ad un tema sentito e di fondamentale importanza per la preservazione della specie umana e dell’ambiente. Cosa è emerso da questo lungo incontro, nelle diverse specificità, affrontati in una cadenza fiume? Siamo nel pieno di una guerra, dove il nemico è invisibile, impalpabile, per cui difficile da combattere. E’ subdolo, in quanto non fa differenza di età e di sesso, aggredisce lentamente e inesorabilmente conducendo progressivamente alla morte. Parliamo dell’inquinamento ambientale che sta minando in maniera terrificante la nostra salute.

E’ bene ricordare che il lavoro indefesso delle “Mamme per la Salute” di Venafro permise nel 2011, in seguito ad autofinanziamento, di condurre una serie di analisi su campioni vegetali, animali, minerali e latte materno. Tali analisi confermarono un dato inquietante: il latte materno a Venafro era contaminato con le diossine.
Da allora, l’informazione, almeno quella di cui ci occupiamo quotidianamente, dopo il clamore del momento, non ha più inciso in maniera significativa, nello stimolare le istituzioni, le autorità competenti periodicamente per comprendere tale contaminazione da cosa potesse dipendere e quali azioni fossero state messe in campo per tutelare la salute dei cittadini.
Scopriamo a margine dell’importantissimo incontro di oggi, che in quattro lunghi anni, le istituzioni non hanno mosso un dito. Anzi, ricordiamo che l’Arpa nel 2011 denunciò le “Mamme per la Salute” per diffamazione, dopo che esse riportarono i dati delle indagini, una sorta di lesa maestà. In seguito, gli organi preposti non hanno fatto nulla, non sono mai entrati nel merito per approfondire l’argomento e attivarsi, per evitare l’incidenza esagerata di neoplasie in costante aumento.
Oggi scopriamo che non solo le diossine ma anche le polveri sottili, le nano particelle; le “black carbon” per esempio, sono superiori del doppio nelle città di Venafro e Campobasso nei valori consentiti, si tratta di agenti microscopici che vengono inalati, passano la barriera degli alveoli polmonari e sono assorbiti direttamente dal sangue, provocando malattie cerebrali e neoplasie. Queste particelle rappresentano i principali indicatori specifici del traffico veicolare.
La verità sacrosanta che non teme smentite è che la nostra vita da Venafro a Termoli è minata da un ambiente contaminato a diversi livelli che nuoce gravemente alla salute di ogni molisano.
Dallo smog alle industrie, dalle radiazioni ai diserbanti, siamo sottoposti quotidianamente ad esposizioni incontrollate, in quanto gli organi preposti, sono arretrati tecnologicamente per rilevare e capire, per arginare e invertire la tendenza della lenta e progressiva distruzione di massa che si sta’ perpetrando ai nostri danni.
Come non essere vicini a queste mamme temerarie che da molisane Doc conducono una battaglia di salvaguardia di vita?
Come non stigmatizzare l’inerzia delle istituzioni e stimolare ad una necessaria inversione di tendenza?
I nostri amministratori a tutti i livelli, hanno sottovalutato finora la correlazione tra inquinamento e salute. Sappiamo che non si può più procrastinare ed ignorare il problema.
Da oggi più che mai, non abbasseremo la guardia, saremo vicini alle Mamme per la Salute, per sostenere il loro impegno, augurandoci con questo, di dare la sveglia a chi è chiamato a rappresentare gli interessi e la salute dei cittadini.
Pietro Tonti






























