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Si chiama prunus spinoso, meglio conosciuto come prugnolo selvatico raccolto dai nostri avi per preparare liquori ma utilizzato anche per gli effetti depurativi e diuretici delle bacche blu.

Oggi uno studio scientifico in vitro ha dimostrato che l’impiego dei frutti combinato con aminoacidi distruggerebbe il 70% delle cellule tumorali.

La ricerca ora dovrà sperimentare l’efficacia sulle cavie e secondo i ricercatori nel giro di qualche anno potrà entrare nella lista dei farmaci antitumorali da supporto alle terapie chemioterapiche.

Entro giugno sarà disponibile nelle farmacie come integratore ad un prezzo di 20 euro a scatola.

Il prugnolo molisano sarà presentato alla comunità scientifica all’Expo di Milano.

Carla Ferrante

 

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