A Bojano parte il progetto sperimentale per la realizzazione di un modello economico di sviluppo partecipato, solidale e sostenibile. Traendo ispirazione da esempi concreti che hanno dimostrato come la socializzazione nelle politiche di promozione e sviluppo di un territorio possa dare risposte concrete in termini di occupazione, di ripresa economica e di rispetto della tradizioni culturali, ambientali e sociali, il Comune di Bojano, insieme alla Confcooperative Molise e con la collaborazione dell’Università del Molise, dell’ARSIAM e della Camera di Commercio di Campobasso, hanno promosso il Progetto Cooperiamo.

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“L’esempio del distretto cooperativo di Mondragon, ma anche l’esperienza cooperativa dei Vivai Rauscedo” ha dichiarato il Presidente di Confcooperative Molise, Domenico Calleo “ dimostrano che il modello cooperativo, quello virtuoso, non certamente quello di facciata, non solo è attuale ma, addirittura, è uno straordinario strumento di sviluppo che si realizza in modo ottimale proprio in quei contesti difficili, marginali, dove la grande impresa capitalista difficilmente troverebbe i presupposti per programmare e realizzare piani di investimento di particolare interesse”

Un appropriato e qualificante percorso formativo, tutto focalizzato sull’impresa cooperativa, è il cuore del progetto che poi, al termine del percorso di qualificazione professionale, trova l’applicazione pratica nell’avvio di imprese cooperative, accompagnate nella loro fase di start up e fino al raggiungimento del regime produttivo. “Trenta futuri imprenditori qualificati e professionalizzati in un percorso di eccellenza didattica controllato dall’Università del Molise, creazione di più di 9 posti di lavoro stabili nei progetti pilota che avvieremo, sono i primi risultati che ci attendiamo dal Progetto Cooperiamo che il Comune di Bojano ha immediatamente sposato e fatto proprio, nella logica che il momento delle critiche fini a se stesse, delle troppe chiacchiere fatte sulla pelle della gente, è finito, è epoca passata.

Non si può più aspettare, bisogna agire, come recita lo slogan che accompagna ilProgetto. Il Comune intende fare la propria parte, promuovendo un nuovo modello di sviluppo per un territorio troppe volte sfruttato e mai adeguatamente valorizzato” ha commentato l’Assessore Carlo Perrella, deus ex machina dell’iniziativa sperimentale. Il prof. Antonio De Cristofaro, del Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti, che ha rappresentato, con il Dott. Bruno Paura, l’Università del Molise nei gruppi di lavoro che hanno partecipato alla costruzione del progetto esecutivo, evidentemente soddisfatto, ha evidenziato che “il ruolo di aggregazione sociale ed economica del territorio per l’individuazione di modelli di sviluppo in grado di dare risposte concrete di natura occupazionale, economica ed ambientale, deve per forza trovare nell’ateneo molisano una spinta propulsiva ed aggregante, in grado di garantire qualità progettuale e controllo etico per il rispetto degli obiettivi e dell’utilizzo
delle risorse”.

Tanti i giovani che sono stati coinvolti nella fase progettuale, tanti sono quelli attesi nella parte attuativa. Il bando di selezione è stato aperto e maggiori informazioni sono reperibili sul sito www.cooperiamo.org. La situazione congiunturale in cui versa tutto il Molise e l’area del Matese in particolare richiedono una inversione di tendenza rispetto al passato. “Bojano non attende, agisce” e “insieme … si può fare … meglio” sono gli slogan che meglio di mille parole descrivono lo spirito e l’essenza di questa importante ed innovativa iniziativa. Comune, organizzazioni di rappresentanza delle imprese, imprese, mondo accademico e semplici cittadini, tutti impegnati, verso un comune obiettivo: la difesa della propria identità, della propria dignità e del proprio futuro.

Distretto Cooperativo di Mondragon e Comunità di Bojano: così vicini, così lontani

di Domenico Calleo

Cooperare tra imprese. La persona umana al centro dell’impresa, il lavoro come fattore “sovrano”. La finanza come strumento al servizio dell’impresa e non come fine ultimo dell’impresa. Democrazia economica. Meritocrazia. Responsabilità sociale, sostenibilità ambientale e solidarietà.

Questo il decalogo di riferimento della Mondragon Cooperation, il colosso spagnolo che associa 257 imprese cooperative, che dà lavoro a 74.060 persone e sviluppa un fatturato di 12.574 milioni di euro. Sostanzialmente, nei fatti, un consorzio di cooperative che esprime numeri e dimensioni tali da far impallidire anche le più famose multinazionali capitaliste. Un esempio non sempre tenuto nella debita considerazione, così come non è tenuto nella
debita considerazione la straordinaria attualità del modello cooperativo.

Il decalogo di Mondragon non è altro che la raccolta dei principi di riferimento dell’impresa cooperativa, ma soprattutto è la risposta antitetica a tutte le storture del capitalismo senza regole che ha dominato l’economia degli ultimi decenni e che ci ha portato alla sfacelo economico, occupazionale e sociale che stiamo, ancora oggi, pagando.
La comunità di Bojano è una delle vittime più recenti di un modello economico sbagliato di per sé ma che se trasferito in realtà “difficili” come quelle del Molise interno può avere, come ha avuto e sta avendo tutt’ora, effetti davvero devastanti.

Pensare che il modello Wall Street o della finanza creativa o dei bond o delle obbligazioni varie, potesse rendere meglio, di più e senza la medesima “fatica” della considerata obsoleta “manifattura” basata sulla difficoltà di allevare i polli in un ambiente salubre, ad esempio, con tecniche rispettose del benessere animale ed ambientale, con un occhio vigile ed attento alla qualità ed alla sicurezza del consumatore, “vecchia manifattura” basata sulle difficoltà di conquistare quotidianamente il mercato con il proprio lavoro, con le proprie capacità, ricordando le tradizioni e le culture del posto, magari integrandole con la straordinaria capacità innovativa propria delle risorse umane del sud, è stato un errore colossale.

Ed è un errore che si rischia di ripetere se si pensa che la soluzione al problema possa essere ancora una volta un “imprenditore puro” – magari senza esperienze specifiche nel settore ma con grande conoscenza delle alchimie finanziarie – che viene nel Molise, resta folgorato dalla bellezza di Civita di Bojano, decide di investire importanti capitali propri (decine di milioni di euro, però sotto forma di fideiussioni, non di soldi), per rilanciare l’economia del posto, promettendo assunzioni, coinvolgimento di risorse finanziarie, dimenticandosi, però, ancora una volta di raccontare il dettaglio del progetto industriale, ossia di come, dove e con chi allevare i polli, come, dove e con chi macellarli, come, dove e con chi venderli, ovviamente al contrario bisogna operare evitando gli annunci, riempendo di contenuti pragmatici e misurabili le esternazioni rilasciate alla stampa.

Siamo al momento giusto, nel posto giusto, per dimostrare che un’altra strada è possibile. Che le iniziative ben radicate nei valori dell’impresa, del capitale umano, della solidarietà, dell’efficienza manifatturiera, i valori della cooperazione, insomma, sono fattibili e rappresentano l’alternativa allo sfacelo. A Bojano hanno chiuso il macello sbagliato; invece di chiudere la macelleria sociale prodotta dalla gestione fallimentare del passato hanno chiuso l’unico macello sul quale lavorare per il riscatto ( e la storia della mancanza dei livelli di sicurezza dovrebbe essere argomentata in maniera più credibile, basti pensare che hanno lasciato operativo, invece, l’incubatoio che di problemi non ne aveva e non ne ha certamente di meno; ma su questo argomento, di cui noi abbiamo un’idea ben precisa, ci torneremo, magari però in presenza di contraddittorio, ossia di chi quelle decisioni le ha prese). Ora si può svoltare.

Affidiamoci allo sviluppo partecipato, alla democrazia economica, prendiamo spunto da Jose Maria Arizmendiarrieta, un semplice sacerdote che ha cambiato la storia ed il futuro di una intera comunità: Mondragon. Lo possiamo fare e se lo facciamo insieme, possiamo farlo meglio!

AVVISO DI SELEZIONE.

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