Sono i Comuni i peggiori pagatori della Pubblica amministrazione mentre la P.A. deve ancora saldare 60 miliardi di euro ai propri fornitori. E’ quanto emerge da un’indagine della Cgia di Mestre. Presentano ritardi i ministeri, via XX Settembre in testa, le Asl e molte Regioni. La legge impone alla P.A. di pagare con tempi fra i 30 e i 60 giorni.

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Con oltre 144 giorni di ritardo, Catanzaro conquista il podio di peggior pagatore. Seguono Perugia, con quasi 90 giorni di ritardo, Roma capitale, con quasi 83 giorni, e Venezia, con quasi 65 giorni. Trento, invece, salda i pagamenti ai propri fornitori con quasi 23 giorni di anticipo rispetto alla scadenza. I Comuni che non hanno ancora aggiornato il sito sono 5: Aosta, Campobasso, Potenza, Palermo e Cagliari.

A far registrare il ritardo maggiore nei tempi di pagamento è il dicastero dell’Economia e delle Finanze: il dicastero guidato da Pier Carlo Padoan, infatti, salda i fornitori con ben 82 giorni di ritardo. Segue lo Sviluppo Economico, con uno “sforamento” di quasi 38 giorni e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con quasi 29,5 giorni di ritardo. Di rilievo, invece, la performance del Ministero delle Infrastrutture: rispetto alla scadenza contrattuale, i pagamenti vengono effettuati quasi 23,5 giorni prima della scadenza. Sono ben 6 i ministeri che, purtroppo, non hanno ancora messo on line i propri dati (Interno, Giustizia, Ambiente, Lavoro, Istruzione e Beni Culturali).

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