Ieri 16 giugno, era l’utlimo giorno utile per il pagamento dell’Imu e della Tasi. Da oggi scattano le sanzioni. La soprattassa per omesso o tardivo versamento puo’arrivare al 30% dell’imposta dovuta, ma si può ridurre notevolmente con la procedura del ravvedimento operoso, possibile su tutte le imposte fino a un anno di ritardo.
Schema sanzioni
1. Ravvedimento veloce
Termini: entro 14 giorni dalla scadenza.
Sanzione: 0,2% giornaliero del valore dell’imposta, più gli interessi giornalieri (che in questo caso, come nei seguenti, vanno calcolati sul tasso di riferimento annuale, per il 2015 pari allo 0,5% annuo).
2. Ravvedimento breve
Termini: dal 15esimo al 30esimo giorno di ritardo.
Sanzione: il 3% fisso del valore dell’imposta, più gli interessi giornalieri.
3. Ravvedimento medio
Termini: dal 30esimo al 90esimo giorno di ritardo.
Sanzione: il 3,33% fisso del valore dell’imposta, più gli interessi giornalieri.
4. Ravvedimento luongo
Termini: dopo il 90esimo giorno di ritardo ed entro il 16 giugno 2016.
Sanzione: il 3,75% fisso del valore dell’imposta, più gli interessi giornalieri.
Oltre un anno di ritardo
A partire dal 17 giugno 2016 non sarà più possibile mettersi in regola con le sanzioni ridotte garantite dal ravvedimento operoso. A quel punto, chi non si sarà ancora messo in regola con il pagamento dell’acconto Tasi e Imu 2015, subirà la stangata della sovrattassa piena, pari al 30% dell’importo dovuto, e probabilmente riceverà a casa una cartella esattoriale di Equitalia.































