Cosa stia passando per la mente del sindaco Brasiello in queste ore, in questi giorni è difficile capire, e soprattutto comprendere azioni che benissimo poteva risparmiarsi, mettendo d’accordo tutti e proseguendo il doppio mandato di sindaco e presidente provinciale, pensando anche al salto regionale come direbbero in gergo isernino: “senza accattarsi guai”.
Invece in un’azione che parrebbe autolesionista e impopolare senza un fine apparente, si è inimicato buona parte della maggioranza che lo ha eletto sindaco. I mal di pancia dei suoi sostenitori in aula sono diventate vere coliche biliari, insopportabili anche con l’uso dei più potenti antidolorifici.
La dimostrazione palese che il primo cittadino stia viaggiando controcorrente è un’altra giornata da scrivere negli annali del comune di Isernia, quella di oggi.
La mancanza del numero legale, con la quasi totale diserzione della sinistra consiliare, la dice lunga sul proseguo di questo governo cittadino, poco incline alla risoluzione dei tanti problemi che attanagliano un popolo alla fame, ma attento alla poltroncina dell’incarico anche senza remunerazione, purchè si possa apparire, mantenere quei quattro consensi che hanno permesso ai più di occupare gli scranni consiliari.
Non si pretendeva un sindaco statista, questo è chiaro, ma almeno un mediatore che riuscisse a tenere unite le diverse anime del centro sinistra, distribuendo in base agli accordi pre elettorali le giuste deleghe. Un sindaco che prima di lanciarsi in scelte avventate, per poi ritrattare, si avvalesse di buoni consigli (i consiglieri dovrebbero servire allo scopo).
La scelta sindacale dei due assessori esterni, nelle valide persone di Veneziale e Di Nezza, ha gettato benzina su un fuoco già accesso, facendo degenerare le aspettative dei tanti.
Prima Brasiello ufficializza la nomina, poi qualcuno impugna la legge Delrio e fa capire che la scelta è priva di legittimità. A questo punto il sindaco sospende il provvedimento di nomina per riflessioni, mentre nella maggioranza consiliare, gli eletti che si sono impegnati per consentire la vittoria elettorale, meritevoli di avere un ruolo gratificante, sono fuori dai giochi.
I cittadini attendono da un po’ di tempo il consiglio comunale iserniano come se fosse uno show alla “Zelig”, non privo di spunti ironici e allo stesso tempo drammatici per la situazione in cui versa la città. Ma veniamo agli accadimenti odierni. Ancora un nulla di fatto, tutto rinviato alla seduta consiliare di domani.
Il centro sinistra incapace di unire le forze con una guida che in questo momento non sa da che parte stare e non riesce a dialogare, preferisce porsi in stand –by, la risultanza della mancanza del numero legale e la diserzione dal consiglio comunale odierno sono una tangibile dimostrazione di uno sfascio politico e governativo a cui sarà difficile porre rimedio.
La maggioranza ha adottato una fuga da “Alcatraz” per non essere in aula, con solo una decina di consiglieri presenti e tante scuse addotte dagli assenti. Mancanza di responsabilità? Giudicate vobis.
La minoranza super compatta era schierata come una testuggine romana pronta a dare filo da torcere ai voti in aula, ma tutto è andato come era normale che andasse, nessuno si è seduto al suo posto. Domani, altra puntata, altro gioco, altra corsa: e Isernia attende…
Filomena Calenda Consigliera di minoranza ha stigmatizzato l’accaduto:”Oggi giovedì 9 luglio 2015 , il consiglio comunale di Isernia è’ andato deserto , da parte di coloro che si sono guadagnati sul territorio la fiducia dei cittadini.. La maggioranza Brasiello sparita nel nulla. Noi della minoranza o opposizione , come si vuol chiamarci eravamo li .. Che schifo è che vergogna !! Ma mi chiedo a che gioco state giocando?? Ma vi sembra il momento , amministratori disertori, di aver dato buca ai vostri concittadini che si aspettano , quantomeno un po’ di impegno per non affondare ancora di più Isernia? Cari amici consiglieri che oggi non eravate in aula , mi fate ridere ,parlate parlate ma non concludete nulla… Mi spiace solo, seppur all’opposizione di far parte di questa amministrazione incompetente , inadeguata , ed incapace. ..dimettetevi !”
Pietro Tonti






























