“Il signor Mario Mangifesta, persona a cui mi lega un’amicizia fondata sulla reciproca stima, probabilmente eletto per fare gli interessi dei soliti noti che non ci mettono la faccia, non è affatto il nuovo presidente del Consiglio di amministrazione dell’associazione Armatori Pesca Molise”.
Il presidente della marineria termolese, Maria Antonietta Cordone, chiarisce dal punto di vista legale e del buon senso quanto millantato con un comunicato stampa inviato da vertici non riconosciuti, eletti in dispregio di tutte le norme e i regolamenti statutari, nonché degli articoli di riferimento del Codice civile.
“L’assemblea che si è auto-convocata senza il necessario impulso della sottoscritta, in maniera assolutamente irregolare, non poteva eleggere alcun Consiglio d’amministrazione. Non è agendo al di fuori delle regole che si tutelano gli interessi della marineria molisana, tutt’altro. Anzi, forse colpi di mano come questi evidenziano una linea di condotta e un obiettivo che realmente sfugge all’opportunità e si radica nell’opportunismo”.
Maria Antonietta Cordone ribadisce di essere a tutti gli effetti l’unico presidente degli Armatori con poteri conferiti da statuto e dalle leggi vigenti e si riserva di adire l’autorità giudiziaria ordinaria per il ripristino della legalità anche verso l’errata comunicazione rivolta agli operatori e all’opinione pubblica, comprensiva della richiesta dei danni d’immagine personali e per la categoria.
“Spiace solo che questa conflittualità e queste prese di posizioni ignobili siano avvenute nelle more delle festività patronali di San Basso, circostanza che andrà a offuscare il buon nome della marineria. Ma servirà a chiarire, definitivamente, chi persegua interessi propri e chi quelli diffusi e generali”.































