E’ giunta in redazione un’accorata lettera di un lettore della rivista Campobasso Insieme e di futuromolise.net, a scriverla un signore di Campobasso che con sua moglie sta vivendo una situazione drammatica, aggravata da una lontananza ancestrale delle istituzioni e da una fiscalità, che nel caso specifico che si andrà a descrivere, lascia sconcertati e feriti nell’animo.
La missiva integrale:
<<Mi chiamo Gian Maria De Blasio e sono il marito di Maria Lucia Ciannilli che da ormai più di venti anni è affetta da sclerosi multipla progressiva. Mia moglie è ormai disabile al 100% e abbiamo tantissime difficoltà a vivere ormai la vita di ogni giorno.
Mi è successo un fatto che secondo me ha dell’incredibile.
L’anno scorso (novembre 2014), vista la difficoltà che avevo per poter far entrare in macchina mia moglie, decido di acquistare un ausilio che mi permettesse appunto un accesso più agevole. Faccio quindi montare un sedile particolare elettronico che con un movimento rotatorio e con appositi meccanismi esce fuori dall’abitacolo e permette dunque di rientrare con il disabile seduto. Totale operazione 4.500 Euro.
Premetto che io sono un lavoratore part-time e mia moglie prende una pensione di poco meno € 400 al mese. Pertanto questa spesa l’ho dovuta sostenere facendo una finanziaria. Contavo però di poter riprendere con il 730 almeno il 19% (circa € 800) della somma spesa che la legge mi permette di recuperare.
Questo è quello che credevo …
In realtà quando ho portato il carteggio al CAF per la dichiarazione 730 mi dicono che questa operazione non poteva essere fatta per due motivi:
1) La spesa sostenuta non potevo portarla in detrazione io in quanto parente del disabile perché mia moglie ha un reddito
che supera di poco il minimo (€ 2.850) e non si può definire fiscalmente a mio carico;
2) Mia moglie altresì non poteva portarlo in detrazione perché non aveva capienza fiscale.
Questa è una cosa ASSURDA ..!!! E’ come dire che se sei povero e non hai capienza non hai diritto al rimborso, se sei un disabile ricco hai la capienza per poter essere rimborsato.
IL CONTRARIO DI QUELLO CHE DOVREBBE ESSERE IN UN PAESE CIVILE !!!!
Ma la cosa ancora più sbalorditiva è che mi sono rivolto all’Agenzia delle Entrate e neanche lì sono riuscito a risolvere il problema, in quanto, mentre da una parte mi davano ragione dall’altra non riuscivano a trovare nelle “pieghe” della normativa un appiglio per poter portare in detrazione la spesa.
Adesso questo diventa una questione di principio non solo per me ma anche per tutte quelle persone che si trovano in queste situazioni e che tante volte non dicono nulla perché non hanno neanche più la forza di denunciarle queste cose. Non si può sopportare una tale ingiustizia, in questi casi lo Stato non può permettersi di comportarsi in questo modo: “Vi chiedo dunque un aiuto affinché il caso venga portato a chi di dovere perché lo Stato DEVE TUTELARE IL DIRITTO DEL PIU’ DEBOLE E NON QUELLO DEL PIU’ FORTE.”>>
Chi abbia notizie e soluzioni a questa problematica può inviare una mail al direttore: pietrotonticom@virgilio.it






























