Riaprire, dopo decenni di deprimente chiusura ed abbandono, lo storico SS. Rosario di Venafro, edificio di fine ‘800 che sorge immediatamente ad est del nosocomio attuale e che continua inesorabilmente a restare chiuso e dimenticato nonostante il (quasi) miliardo di vecchie lire spese per restaurarlo dopo il sisma dell’84, che nottetempo ne aveva costretto il repentino abbandono per salvaguardare l’incolumità di centinaia di ricoverati e decine di dipendenti. Ma soprattutto cosa farne ed a cosa destinarlo, attesa la sua predisposizione strutturale e degli ampi spazi esterni per qualsivoglia attività o utilizzo.

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L’ultima tesi al riguardo l’ha espressa di recente il Direttore della Caritas Diocesana d’Isernia/Venafro, il Parroco venafrano Don Salvatore Rinaldi : “Apriamo il vecchio SS. Rosario -ha detto l’uomo di chiesa- per ospitarvi poveri e sbandati”. Tesi senz’altro condivisibile e che si riallaccia alla natura originaria del complesso, che era appunto mendicicomio e punto di assistenza e ricovero per anziani soli e malati. Resta da chiarire chi sotto il profilo economico dovrà provvedere alla risistemazione dello storico edificio, che va rimesso in sesto dopo la quasi ventennale chiusura nonostante il miliardo di lire già speso decenni addietro, e chi dovrà occuparsi del suo utilizzo con personale, spese di gestione ed altro. Come detto in apertura, sono comunque tante le tesi circa la destinazione futura del complesso. C’è chi propende per ospitarvi il distaccamento dei Vigili del Fuoco, Corpo che con propri uomini e mezzi -non disponendo di una sede fissa e capiente a Venafro- prima stazionava in piazza Vittorio Veneto (rione Mercato, cuore del centro storico) ed oggi è visto spesso sostare lungo viale San Nicandro, nell’area dove apre i battenti il parco giochi in occasione delle feste patronali di metà giugno.

Una precarietà logistica sostanziale, quella dei Vigili del Fuoco a Venafro, che molti vedrebbero risolta aprendo loro i cancelli del vecchio SS Rosario. Altra tesi circa l’utilizzo della struttura : metterla a disposizione, seppure solo una sua parte, dell’istituendo distaccamento della PolStrada, altro Corpo militare di fatto assente a Venafro e che tanti in città richiedono da anni al fine di “chiudere” il biscotto della prevenzione, garantendo il massimo della sicurezza alla popolazione. In effetti non si vede perché, oltre a Carabinieri e Finanza, non possa esserci a Venafro anche la Polizia, i cui uomini e mezzi sono invece costretti ad arrivare ogni mattina da Isernia su disposizione del Comando provinciale data la centralità geografica interregionale dell’area venafrana. In entrambe le ipotesi di utilizzo “militare” del vecchio SS Rosario fanno gioco gli ampi spazi esterni e la sua ubicazione a ridosso di importanti snodi stradali sia comunali che nazionali. Altra ipotesi : ospitare nel vecchio SS Rosario scuole professionali o indirizzi didattici di varia natura per preparare i giovani ed introdurli nel mondo lavorativo.

Tutte assai plausibili le tesi esposte circa la destinazione futura della struttura, così come eventuali altre dal chiaro sapore sociale, ma fondamentale resta un dato : lo storico SS Rosario non può e non deve più restare chiuso, abbandonato ed inutilizzato ! Fanno male ai sentimenti disordine, vandalismo e sporcizia che oggi lo caratterizzano nonché randagi ed animali selvatici che girano nei pressi, così come avviliscono alberi d’alto fusto, vegetazione fittissima, rovi giganteschi ect. cresciuti a dismisura sul piazzale antistante e tutt’intorno all’edificio. L’Azienda sanitaria regionale, proprietaria dell’immobile, propensa ad un suo utilizzo non per finalità medico/sanitarie ? E come non esserlo, visto che da decenni non riesce a riaprirlo ! No ? Il vecchio SS Rosario deve essere destinato a scopi medici e a null’altro ? Ai venafrani può stare anche bene, purché ci si decida una volta per tutte a riutilizzarlo, risolvendone finalmente incuria ed abbandono.

Tonino Atella

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