Qualche giorno addietro dopo l’esperienza straordinaria della Giornata Europea del Pellegrino, tenutasi a Rionero Sannitico l’8 agosto, una folta schiera di pellegrini ha voluto assaporare ancora lo straordinario scenario del Molise e, nell’indifferenza di chi dovrebbe non esserlo ci ha gratificato, e non poco, con una missiva che non ha nulla da aggiungere.

foto pellegrinaggio

Per tale motivo la pubblichiamo integralmente :

Domenica 22:53
Voglio ringraziarti per tutta l’assistenza che ci hai dato. Sono rientrato a casa da Molise da poche ore. E già ne sento la mancanza. Capracotta mi ha colpito. Ho assaporato il sapore del pane e del “macchione” che accompagnato dal sapore forte di un vino rosso, riporta alla memoria sapori ancestrali che credevi persi. Il piacere dell’essenzialità legato al gusto di una bontà genuina. La cordialità della gente. A cui non sei abituato, e che ti rende impossibile non amarli, anche se non li conosci. Perchè percepisci che non ti sono estranei. Ho lasciato Capracotta a malincuore, certo di aver perso qualcosa di prezioso. Poi attraverso il sentiero del crinale, in cui le immagini dell’orizzonte che vedevamo ci sono entrate sottopelle come un fremito gioioso, siamo arrivati ad Agnone.

Una pirotecnia di bellezze ci ha avvolto. Una sensazione di ebbrezza, come non potessi sopportare tanto in solo colpo. Le chiese, il centro storico, i portoni delle case, i portali, persino le insegne dei negozi. La mattina presto girare per le strade ed accorgersi delle case e dei palazzi, in una stratigrafia architettonica da lasciarti senza parole. E i rumori provenienti daile botteghe già aperte. Senti il macellaio che taglia la carne, il panificio da cui esce il buon odore del pane che ti avvolge. Il fruttivendolo che depone il suo presepe di frutta e verdura nelle casse, pronto alla vendita. Un caffè, forte, che però non riesce a svegliarti, perchè il sogno continua. E poi il caseificio Di Nucci che mescola il sapore del latte ad una storia antica.

Serena che ti spiega come si fa il formaggio e tu ne apprezzi tutta la sua atavica sapienza. E poi Franco il padre, che non smetteresti mai di ascoltare, perchè nelle sue parole c’è il senso della storia, e con lui parlano i suoi avi, e capisci che è una storia antica. E il loro formaggio ha il sapore della passione e delle cose più care, di una storia che continuamente si rinnova. E tu, ora che li hai conosciuti, ne fai parte, come l’anello di una catena che non si potrà mai spezzare. E poi le campane. E nessuna campana di un qualsiasi campanile sarà più la stessa. Perchè i suoi rintocchi ti porteranno alla memoria il paese di Agnone. Per questo ti ringrazio, Maurizio. Perchè sensazioni così forti, si provano poche volte nella vita. E a me è capitato di provarle due volte in pochi giorni. E tutto questo ovviamente non ha prezzo, perchè sono queste sensazioni che giustificano un’esistenza e la rendono degna di essere vissuta.

Lunedì 6:32
Ancora conferme. Il motto ‘una faccia, una razza’ descrive benissimo l’empatia che esiste tra abruzzesi e molisani, tanto da far sorgere il dubbio circa la necessità della separazione amministrativa tra le due regioni. In questi giorni di riposo, Walkers è stata trattata con affetto e riguardo e ha capito che il Molise può diventare una seconda casa. Uno speciale ringraziamento va a Maurizio Varriano, Margherita Quercia, Salvatore Testa, Nicola Caracciolo, le amministrazioni comunali di Carovilli, Capracotta, Agnone, il CAI ed il comune di Vastogirardi,Rionero Sannitico, Avio, lo staff dei caseifici Pallotta e Di Nucci e tanti altri nuovi amici.

A presto!

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