L’odissea di una vedova venafrana, madre 33enne di tre figli minorenni, appena tornata in carcere per residuo di pena per truffa nonostante un tumore ai polmoni. La famiglia, di origine campana, le dedica la prossima festa della Madonna di Lourdes a Venafro che organizza da anni, con fiaccolata e processione con la nuova statua della Vergine realizzata coi risparmi in carcere della stessa detenuta.
Un’odissea autentica di vita, tutta da raccontare per i risvolti socio/umanitari che sta comportando alla diretta interessata di cui diremo di seguito, ai suoi figli e agli altri familiari. Trattandosi di argomento relativo a detenzione e quindi a conti con la giustizia, si premette che chi sbaglia deve pagare per cui nulla da eccepire su concetti quali buona condotta, rispetto della gente, giustizia, pene e giusta detenzione.
Accade però a volte, come nel caso che segue, che le situazioni sono tali da comportare conseguenze e contraccolpi fisici, emotivi e sociali, sconvolgendo i diretti interessati e quanti stanno loro intorno. Dopo la necessaria premessa, veniamo alla vicenda. L.D.F., oggi 33enne vedova e madre di tre figli minorenni, è appena tornata in carcere a Chieti, dopo che ne era uscita lo scorso anno date le sue precarie condizioni di salute (sarebbe affetta da tumore ai polmoni), per scontare il residuo di pena per truffa ed altro all’indomani della recente decisione della camera di consiglio.
Detenzione però che cozzerebbe -a sentire la madre della detenuta- con le condizioni di salute della donna la quale dal carcere abruzzese ha appena scritto alla mamma, M.R. P., dicendosi disperata per essere tornata dietro le sbarre data la malattia, che mangia pochissimo, che continua a dimagrire giorno dopo giorno e che aspetta impazientemente di essere visitata dai medici e finalmente sottoposta all’urgente e necessario intervento chirurgico, che però continua a tardare. Nella stessa lettera la detenuta, e veniamo ad altri risvolti della incredibile vicenda della famiglia di origini campane da anni stabilitasi a Venafro, invita papà e madre ad organizzare ugualmente il 12 e 13 settembre prossimi la festa cittadina in onore della Madonna di Lourdes in piazza Marconi che i due promuovono da tempo.
La giovane vedova detenuta sollecita altresì a portare in processione per il secondo anno consecutivo la statua della Madonna di Lourdes che lei stessa fece realizzare coi risparmi del proprio lavoro in carcere durante il precedente periodo di detenzione. Ancora altro, sempre relativo a L.D.F. : lo scorso dicembre il marito, M.A., a sua volta campano e detenuto anch’egli, esce dal carcere con permesso di cinque giorni, raggiunge moglie e figli a Venafro, ma nella stessa notte del primo giorno di libertà viene stroncato da arresto cardiocircolatorio. A margine di tutto quanto l’appello di M.R.P., preoccupatissima per le condizioni di salute della figlia dietro le sbarre a Chieti : “Mia figlia dal carcere abruzzese -testimonia la donna- mi ha scritto una lettera toccante ed assai significativa.
Mi ha descritto la nuova odissea che sta vivendo, pensa continuamente ai figli, soffre, non mangia, deperisce continuamente e chiede di essere operata quanto prima perché le sue condizioni di salute peggiorano giorno dopo giorno. Rivolgo perciò un appello a giudici e medici perché esaminino il caso di mia figlia e dispongano l’urgentissimo intervento chirurgico. Solo così mia figlia potrà sperare di sopravvivere ! Intanto mio marito ed io, col sostegno di tanti amici, volontari e gente comune di Venafro, esaudiremo il suo desiderio organizzando regolarmente celebrazioni e festeggiamenti in onore della Madonna di Lourdes ed invito tutti i venafrani a partecipare alla fiaccolata ed alla processione con la statua della Vergine in programma sabato 12 settembre a partire dalle h 19,00 da piazza Marconi. Dedicheremo i riti a mia figlia in carcere con la speranza di riaverla presto a casa, finalmente operata e guarita”.
Tonino Atella































