Alle ore 10, il mistero di Sant’Isidoro, ha aperto il corteo, dando il via, ufficialmente, all’edizione 2016 della sfilata dei Misteri.

Una tradizione che racchiude un forte senso di appartenenza per i cittadini di Campobasso. Un rito, un legame forte che la città conserva con la propria storia grazie all’impegno messo in campo dall’associazione Misteri e Tradizioni. E’ toccato a Katiana Capobianco, 27 anni di Campobasso l’onore di indossare l’abito, candido, della Donzella.
Il corteo ha sfilato lungo le vie della città, tra due ali di folla. Tantissima la gente arrivata anche dalle regioni limitrofe, oltre che da tutto il Molise per ammirare la sfilata dei tredici Ingegni del Di Zinno. Un corteo che conserva tutto il suo fascino, che emoziona a guardarlo ogni volta, come se fosse sempre la prima volta.
Prima di rientrare al Museo dei misteri, gli ingegni si sono fermati sotto la balconata del municipio, per ascoltare il messaggio del vescovo Bregantini alla città. Poi il ritorno ‘a casa’, dove gli ingegni riposeranno per un anno intero, in attesa di tornare a sfilare per l’edizione 2017 e per far commuovere, emozionare, divertire migliaia e migliaia di persone.

Difficile quantizzare in migliaia le persone che hanno assistito al concertone del Corpus Domini  di Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana. Forse 50.000 persone, una piazza gremita per oltre trecento metri un fiume di gente e grande schermo per offrire la possibilità a chi era lontano dal palco di vedere in diretta il maestro foggiano, sfoggiare il meglio del suo repertorio. Un ottimo impianto voci ha consentito a tutti di poter godere dello spettacolo.Un Corpus Domini, tra i più ben organizzati di tutti i tempi, oseremo affermare in crescita rispetto agli anni precedenti e non possiamo esimerci dal contemplare l’ottimo lavoro messo in campo dall’amministrazione comunale e da tutte le associazioni organizzatrici.

download (2)

Articolo precedenteProfessionisti equiparati alle PMI: Fondi Europei contro la crisi e per la crescita. Delucidazioni e confronto al convegno organizzato da Confprofessioni Molise
Articolo successivoOspedale Veneziale di Isernia, reparto di Ostetricia e Ginecologia, quando nella sanità pubblica la differenza la fa l’umanità e la professionalità delle persone