Con questo referendum si sta producendo un degrado politico senza precedenti. Al Sud ricatti per il Sì, sale negate o Consigli minacciosi. Non può essere sfuggito a nessuno come gli aspetti legati al referendum siano stati sino ad oggi trattati in maniera molto superficiale.

Pochi entrano nel merito della questione, tutto si riduce ad attaccare l’avversario, a lanciare strali, un film già visto con il referendum del 2006. In quell’occasione gli italiani bocciarono la proposta di riforma, questa volta nessuno sa bene come andrà a finire. Una cosa sola è chiara, che vinca il Si o che vinca il No, non ci sarà nessuna Apocalisse. Perchè in Italia le cose non cambiano mai, e se cambiano, creano solo pasticci e confusione per le future generazioni.
Ci sarà poco da sorprendersi se il 4 dicembre ci ritroveremo a votare per un referendum privo di “effetti dirompenti”. Si è detto che questa è l’ultima occasione per riformare il Paese e che non ce ne saranno altre. In Europa pensano che questo referendum abbia la stessa importanza di quello inglese, ma non è così. Comunque vada, l’Italia il 5 dicembre si sveglierà con gli stessi problemi di oggi: con il lavoro che non c’è, con la disoccupazione a due cifre e con l’economia a passo di lumaca. Nella politica ci sarà una resa dei conti sia a destra che a sinistra, la mappa del potere cambierà, e in attesa di un nuovo voto, la guerra tra bande produrrà altri danni per il Paese.
Non sappiamo come andrà a finire il referendum, ma a Palazzo Chigi la partita è già durissima. Anche se vincesse il No, Renzi non lascerebbe tanto facilmente la poltrona, ma come ben sappiamo il pallino è nelle mani del presidente della Repubblica Mattarella. Una ipotetica vittoria del No avrebbe troppi padri, tutti in guerra tra di loro. A questo punto per il “mansueto” sarebbe meglio far rimanere Renzi, in modo da garantire almeno un minimo di governabilità. Se invece la spunterà il Sì, il rimpasto di governo sarà drastico. Renzi avrà mano libera sulla nomina dei vertici di Eni, Enel & C. Ruoli che valgono più di molti ministeri. Il premier andrebbe avanti come uno schiaccia sassi e nel Pd farebbe tabula rasa.
Gli italiani per l’ennesima volta sono costretti ad assistere ad uno spettacolo di basso livello. Tutti vogliono mantenere le loro rendite di posizione, in Italia conta solo il potere e per raggiungere la cima della piramide si puo’ passare anche sopra la Costituzione. Come avviene spesso, quando è in gioco il potere, ecco che si apre il mercato delle vacche. C’è chi da destra passa a sinistra e chi da sinistra passa a destra con una facilità disarmante, per trenta denari si cambia idea in un lampo. L’importate è non perdere la poltrona, rimanere nei vari cerchi magici e conservare i privilegi. Come soleva dire Giulio Andreotti: «Il potere logora chi non ce l’ha». Mai parole furono “più vere”.
Nibbio






























