Le speranze portate dal cambiamento primaverile restano prigioniere dei gravi errori del passato come un morto che afferra il vivo e gli impedisce di camminare con fiducia. Il Piano Sanitario 2013-2015 che svuota il sistema pubblico in favore dei privati, l’affidamento della gara nel trasporto su gomma per i prossimi 6 anni che merita una verifica, i ritardi nella ricostruzione post-sisma che frena l’impiego dei 346 milioni della Delibera CIPE per via di una pessima legge istitutiva dell’Agenzia di Protezione Civile e la pletora di nomine, enti, delibere di spesa e provvedimenti stravaganti, pregiudicheranno e condizioneranno pesantemente l’avvio dell’XI° Legislatura Regionale.
Se il Molise vorrà uscire dalla palude in cui è stato condotto da 12 anni di governo del centrodestra, dovrà ritrovare le ragioni di un impegno istituzionale unitario, che chiami l’intero partenariato, le migliori energie professionali e l’intero Consiglio Regionale a lavorare con concretezza sulle emergenze aperte e su vertenze drammatiche. E’ illusorio pensare in un contesto in cui il Governo ha impugnato il Bilancio 2011 contestando residui attivi sovrastimati per centinaia di milioni di euro che una Giunta di 4 assessori possa risolvere problemi immani con le casse vuote.
Le forze politiche si concentrino su questi temi e lascino alla baldanza degli studenti del Liceo Classico di Campobasso in gita scolastica in Grecia che questa mattina visitando DELFI interpelleranno il mitico Oracolo di quel luogo sui futuri assetti istituzionali del Molise. Nessun amministratore singolarmente potrà agire con efficacia se non si inserisce in un disegno organico unitario, collegiale e condiviso. Ai molisani serve il Noi, un messaggio d’insieme e una coesione istituzionale più che rivendicazioni individuali.































