Penultima sulle città italiane Isernia, Campobasso 35° posto

foto ecosistema urbano big

Isernia è una città che non rispetta l’ambiente e il territorio è degradato, inquinato, in pratica siamo spreconi, poco attenti a preservare il territorio in cui viviamo. Questo emerge dal report di Legambiente, sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia realizzato con la collaborazione dell’Istituto di Ricerche ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. I parametri verificati sono molteplici, indici significativi che sono la cartina tornasole delle principali criticità ambientali. Tra questi la capacità di depurazione, il consumo di acqua, le emissioni inquinanti ed il consumo di energia elettrica.

La risultanza dell’accurata indagine è un ritardo ancestrale tra il nord più attento all’ambiente e un sud relegato come la città pentra a fanalino di coda per la preservazione delle risorse e l’attenzione verso gli sprechi: più si è poveri e meno attenzione vi è per l’ambiente? Sembrerebbe di si.

I primi posti di questa classifica che non ci fa onore, sono rivestiti solo da città del nord quali Verbania, Belluno, Pordenone, Bolzano e Trento.

Rispetto ad Isernia Campobasso è molto più attenta, con un 35° posto in classifica, si evince l’attenzione amministrativa più attenta nel corso degli ultimi anni, anche se non mancano criticità anche nelle prime posizioni di questo report a livello generale.

Lo stile di vita di adottare per ogni singolo spostamento l’auto, provoca emissioni di biossido di carbonio preoccupanti anche nelle città risultate ai primi posti della classifica. In alcune città si dissipa l’acqua, persa in fatiscenti impianti di distribuzione urbana, mentre Campobasso, pur registrando delle bassissime emissioni inquinanti di biossido di carbonio, registra una penalty nel trasporto pubblico urbano.

Insomma, le città perfette non esistono, ma si possono migliorare. Siamo comunque ancora lontani dal raggiungere quelle dimensioni di sufficiente sostenibilità ambientale urbana, immaginata dalla comunità internazionale e mai compiuta. Nonostante gli sforzi delle amministrazioni al nord siano più attente e indirizzate verso un maggior rispetto dei parametri di vivibilità che in maniera diretta incidono sulla qualità della vita e sulla salute dei cittadini. Al sud si è più lenti. Ad Isernia staticità totale e poco inclini al rispetto delle regole. E di nuovo amaramente riportiamo che si poteva fare di più, si può fare di più: ma quando si inizia?

 

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