In merito le opinioni di quanti sono chiamati a pagare.Torniamo sul tema “caldo” del momento, relativamente al Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro: i tributi richiesti dall’ente senza dare in cambio alcun servizio in materia di bonifica, irrigazione ect. in quanto le proprietà oggetto di tassazione sono lontanissime dalle aree agricole ricadendo in zone urbanizzate da decenni.
Questo, è ormai notorio, rende i versamenti a farsi assolutamente insopportabili alla totalità di quanti sono chiamati all’esborso ritenuto del tutto fuori luogo. Sull’argomento i contribuenti coinvolti si stanno letteralmente scatenando sul web come altrove, ovviamente senza risparmiare giudizi “forti” su quanto accade. Uno di questi, Massimo: “Premesso che sarebbe tempo e ora che l’ente di via Colonia Giulia ci risparmiasse pagamenti siffatti, chiedo al Consorzio di Bonifica quanto meno di impiegare utilmente il nostro denaro. Si realizzi cioè un percorso della salute parallelamente alla strada di bonifica della pianura venafrana che ogni giorno gli sportivi d’ambo i sessi e di tutte le età della città frequentano per passeggiare e fare sport, tanto da averla ribattezzata con tanto di scritta a terra “Via dello Sport”.
Un percorso della salute con strutture per esercizi a corpo libero, panchine ed altro in modo da dare un senso al nostro denaro che si continua a chiedere senza alcuna ragione. Viceversa ci si adoperi col dovuto senso di responsabilità per evitarci simili esborsi perché del tutto gratuiti e fuori luogo”. Altra tesi : “Nelle more dell’auspicata cancellazione dei tanto discussi tributi – è Francesco ad affermarlo – l’Ente, che chiede denaro in base a regio decreto del primo novecento, potrebbe quanto meno stabilire nel frattempo una tassazione minima, addirittura irrisoria.
Resta comunque chiara l’inammissibilità di siffatti tributi in assenza di servizi erogati”. C’è infine chi, tra i contribuenti, è andato al Consorzio per pagare in contanti ed evitare code e perdite di tempo alle poste ed il costo stesso del versamento postale, in aggiunta alle spese della raccomandata addebitatagli dall’ente, ma si è sentito rispondere, con un sorriso ironico sulle labbra, “No, deve pagare alla posta ! Da noi non può farlo”.
Dal che la contrarietà del contribuente per una somma di motivi : “Anni addietro -afferma l’interessato- sono andato al Consorzio ed ho pagato in sede senza problemi. Adesso invece, non solo si insiste con la richiesta di tributi che ritengo ingiusti ed ingiustificati, ma ci si accolla tra l’altro anche la raccomandata postale che viene spedita col preciso scopo di fare cassa e nulla più. Quando finiranno siffatte ingiustizie ?”. Infine Mario : “Il mio terreno tra Vallecupa e Ceppagna, frazioni di Venafro, è attualmente irraggiungibile e quindi incoltivabile per l’acqua venuta giù dai monti sovrastanti che ha distrutto ogni cosa, isolando la mia proprietà.
Ho chiesto al Consorzio di ripristinare le modalità di accesso al fondo, essendo state distrutte nel tempo dalle intemperie, ma l’ente afferma che non rientra nelle sue competenze. Ed allora i tributi richiestici per migliorare l’attività agricola, é quanto si legge nel carteggio accluso ai bollettini da effettuare, a cosa e come vengono destinati ?”. Sull’argomento ovviamente torneremo anche perché la raccolta di firme per chiedere l’abolizione dei contestatissimi versamenti sta andando avanti ed in tanti continuano a firmare.
Tonino Atella






























