Trenta milioni di euro e 8 anni dopo, la diga di Arcichiaro a Guardiaregia: ennesimo mostro ecologico inutile della sprecopoli molisana.
Quasi 19 anni per la sua realizzazione, precisamente dal 1984 al 2002 ma mai messa in funzione. Il suo progetto primordiale aveva come finalità quella della pubblica utilità, doveva servire all’approvvigionamento idrico per quei comuni del Matese in difficoltà. L’invaso ha una capacità di 852,00 m.s.m. come quota massima, il suo serbatoio ha invece un volume pari a 11,7 milioni di metri cubi. Numeri importanti tanto da far prevedere un successivo progetto di una conduttura collegata all’acquedotto di Bojano necessario per addurre acqua ai comuni del basso Molise. Ma i due progetti, quello all’ origine, utile per la fruizione delle imprese agricole del Matese nei periodi di siccità stagionale, e quello per convogliare le fresche acque del Matese ai comuni molisani costieri, non hanno mai visto la luce del sole; rintanati, forse, in chissà quale cassetto di chissà quale scrivania. Intanto, secondo alcune testimonianze, tra maggio e giugno nell’invaso c’era acqua, oggi invece si presenta come una gola prosciugata i cui resti sono solo fango e detriti. E, così l’Arcichiaro, un nome che tradisce la sua vocazione, va a riempire il lungo elenco delle mega opere costruite con fondi pubblici e andate a farsi benedire. La domanda che dunque, sorge spontanea è: “ si è potuta prosciugare da sola l’acqua nell’invaso nonostante l’estate molisana non sia stata caratterizzata da temperature cocenti?”
Carla Ferrante































