di Giovanni Minicozzi

La diffusione della pandemia si aggrava a vista d’occhio ma l’azienda sanitaria regionale resta impassibile generando confusione su confusione. L’ultimo grave episodio è accaduto ieri sera 23 novembre e ha coinvolto una bimba di Guglionesi di soli quattro anni positiva al Covid 19. Trasportata al pronto soccorso del Cardarelli con febbre alta, tosse, difficoltà respiratorie e scarsa saturazione è rimasta in attesa dalle ore ventidue alle quattro del mattino per avere una consulenza pediatrica.

Il colpevole ritardo non è addebitabile al personale medico bensì alla mancanza di uno specifico protocollo per la gestione dei bambini contagiati. Orbene, considerato che la quarta ondata non risparmia nessuno i vertici dell’Asrem avrebbero dovuto elaborare una specifica normativa per assistere adeguatamente i bimbi contagiati. In realtà però il reparto di pediatria del Cardarelli è rimasto senza pediatri e il servizio è stato affidato a una società esterna proveniente, manco a dirlo, dalla Regione Campania.

Peraltro lo stesso reparto è situato al quinto piano, dove insistono anche gli spazi dedicati ad altre specialità frequentati da persone anziane, e nel turno notturno una sola infermiera deve fronteggiare le esigenze dei bambini ricoverati. Una confusione totale segnalata da tempo da Futuro Molise ma di soluzioni neanche a parlarne. Per la cronaca dopo una lunga notte in attesa del consulto pediatrico la bimba di quattro anni è stata ricoverata nel reparto Covid di malattie infettive del Cardarelli in attesa del trasferimento al Santobono di Napoli o al Bambin Gesù di Roma.

Morale della brutta storia:
L’ASREM NON È IN GRADO DI FRONTEGGIARE LA NUOVA ONDATA PANDEMICA NEMMENO A TUTELA DEI BAMBINI SEMPRE DI PIÙ A RISCHIO COVID.

Articolo precedente“Habemus … populus”, abbiamo finalmente il nuovo pioppo a Ciaraffella, storico rione venafrano
Articolo successivo“Renovatio”, doppio concerto natalizio a Venafro ed Isernia