Le accuse generiche ai sindacati senza parlare del merito lasciano il tempo che trovano: Confindustria con chi parla e di cosa parla? “Fattori di ritardo” per il Paese sono le imprese che non investono in ricerca, innovazione, processi e prodotti. “Fattori di ritardo” sono la carenza degli investimenti pubblici e privati, le tasse sul lavoro e la burocrazia asfissiante.

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Abbiamo invitato Confindustria a fare fronte comune su questi aspetti, così come l’abbiamo invitata a discutere di una riforma del sistema contrattuale, da noi proposta già nello scorso mese di febbraio, che punta sulla crescita del Pil e sullo sviluppo: stiamo aspettando ancora le risposte. Li avevamo sfidati a rinnovare, anche nel mese di agosto, i contratti scaduti e in scadenza, senza fare un’ora di sciopero, perché c’è bisogno di restituire potere d’acquisto a lavoratori e pensionati per rilanciare l’economia: non hanno colto questa opportunità. Non sono ancora riusciti a fornire nemmeno i dati degli iscritti ai sindacati nelle loro imprese per misurare la rappresentatività. E poi parlano di ritardo degli altri?

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