di Giovanni Minicozzi

A distanza di circa due anni dall’inizio della pandemia la situazione al Cardarelli – Covid Hospital regionale per scelta di Toma e Florenzano – peggiora di ora in ora. Per poter dare un posto letto ai contagiati è stato riaperto il quinto piano del nosocomio allo scopo di ampliare il reparto di malattie infettive.

La carenza di medici, infermieri e operatori socio sanitari costringe i vertici dell’azienda a distogliere personale dai reparti “ordinari” con turni da dodici ore giornaliere ma di nuove assunzioni non si vede neanche l’ombra. In sostanza a distanza di circa due anni nessun atto di seria programmazione e’ stato predisposto dal dg Florenzano e dal commissario Toma, programmazione dovuta per poter fronteggiare adeguatamente l’acuirsi della pandemia.

Una gestione a dir poco superficiale che rischia di peggiorare la già pericolosa situazione pandemica che sta colpendo il Molise.
A confermare il caos in atto dentro l’ospedale Cardarelli sono gli stessi operatori ormai stanchi di subire sulla propria pelle la totale disorganizzazione che da due anni caratterizza l’operato dei vertici dell’Asrem e della struttura commissariale.

A titolo di esempio pubblico uno dei tanti messaggi che sto ricevendo in questi giorni: “La sera del 22 dicembre un mio familiare è caduto e si lussato la spalla. L’ho portato in Pronto Soccorso dove c’erano 35 pazienti in attesa di cui sei in codice rosso e due ambulanze ferme con i pazienti a bordo. Dalle 20:15 che sono arrivato il primo paziente è sceso dall’ambulanza mentre l’altro è sceso più tardi ma l’ambulanza non è potuta ripartire perché nel pronto soccorso non c’erano barelle libere per spostare il paziente.

Intanto ieri è stato riaperto il quinto piano per ospitare i contagiati ma il Direttore Sanitario del Cardarelli è in ferie fino al 3 gennaio. È stato chiesto con insistenza l’incremento del numero di Infermieri e Oss ma dai vertici aziendali nessuna risposta concreta. Così si sta recuperar andò il personale togliendolo dai reparti e, probabilmente, se la situazione continua così tutti i reparti saranno costretti a fare il turno da 12 ore o a tagliare l’assistenza”.

La nota si commenta da sola ma e’ triste constatare che il tutto accade nel silenzio quasi unanime dei molisani che continuano a non rivendicare il loro sacrosanto diritto alla salute.
TANT’È !

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