Il centro storico di Venafro? Potenzialmente bellissimo, ma nella sostanza attuale tutta una desolazione, con persone, attività ed interessi progressivamente spariti! Il gran peccato é che nessuno fa niente, nessuno alza un dito per riaprire e rilanciare tali zone storiche, ricche di arte e vita vissuta, ma ad inizio di questo terzo millennio avviate verso l’inesorabile e definitivo declino stante il disinteresse di quanti invece dovrebbero adoperarsi perché tanto non avvenga.

E’ vero, gl’interessi e i ritmi di vita attuali sono diversi e diametralmente opposti rispetto al passato, ma ciò non toglie che girare le spalle alla storia sociale e popolare di Venafro, così come sta avvenendo, è uno “schiaffo” gravissimo ed assolutamente imperdonabile ! Occorre perciò, ma va fatto in fretta, studiare soluzioni ed alternative a tutto quanto sta accadendo al Mercato, a Porta Nova, a San Francesco, alle Monache, a Cristo, alle Manganelle, a Sant’Agostino, all’Annunziata, al Colle ect., ossia ai popolatissimi rioni di una volta, perché ritrovino quanto meno parte della vitalità di un tempo. Andiamo nei dettagli del problema. Sino a pochi decenni addietro Via Plebiscito -alias la Via P’ Rent’, in stretto dialetto venafrano- era la strada principale della Venafro antica, con decine e decine di attività commerciali ed artigianali, e tantissime famiglie ad abitarvi.

Oggi è una desolazione unica ! Zero negozi aperti, zero attività artigianali presenti, zero commerci in atto e solo qualche casa/dormitorio per poche famiglie. La densità abitativa alla “ Via P’ Rent’ “, il cuore sociale e commerciale della Venafro di una volta ? Intorno al 10/15%, mentre tale densità è addirittura vicinissima allo 0% in tant’altri rioni antichi ! Manganelle, Annunziata e Sant’Agostino, tanto per citare, sono rioni quasi completamente svuotati e disabitati, e le loro costanti sono solo porte e portoni chiusi e sbarrati ! Spostiamoci al Mercato, il cui nome deriva dai mercati ambulanti infrasettimanali che un tempo vi si svolgevano e dove hanno sede Comune ed uffici municipali.

Sino a poco fa era il centro vitale della città con farmacia, tabacchi, negozi vari, bar, oreficeria, artigiani e quant’altro ; oggi è tutto chiuso, tutto sparito, tutto scomparso ! Un giovane ristoratore aveva anche tentato ultimamente di rivitalizzarlo aprendo un’attività di ristorazione ed intrattenimento nell’antica Torre Medievale che svetta in loco, ma ha resistito poco. Ha chiuso in fretta i battenti, non vedendo clienti all’orizzonte ! Resiste, è vero, il Circolo “Pilla” ai piedi del Palazzo di Città, ma per quando ancora, vista la sua ridotta frequentazione da parte dei pochi iscritti rimastigli ?

Chiudiamo con altra zona storica ed una volta popolatissima e piena zeppa di attività e persone : il Capo Croce, in dialetto locale “ I’ Cuap’ Croce’ “, ossia l’incrocio tra Via Plebiscito e Via Garibaldi. Prima c’era di tutto : scuole elementari, asilo infantile, merceria, orologiaio, maglieria, vestiari, barbieri, calzolai, sarti, generi alimentari, utensileria, fioraio, macelleria, falegnami ect. con centinaia di famiglia ad abitarvi, ossia un pullulare bellissimo ed assai intenso di attività e persone. Tutto questo é completamente sparito e là dove c’erano gente, interessi ed attività, oggi prevalgono buio, silenzio ed abbandono ! Anche la vicinissima e storica chiesa di Sant’Antuono (vi stette tra gli altri San P. Pio, nel 1911, confessandovi ed intrattenendo i fanciulli del rione con giochi e canzoncine francescane) è oggi desolatamente chiusa, cadente ed abbandonata, così come buona parte delle case nella limitrofa zona di Sant’Agostino.

Si, d’accordo, la vita della città si è spostata in pianura con le sue molteplici attività, le nuove generazioni prediligono le comodità moderne, i nuovi nuclei familiari reclamano ed hanno bisogno -a ragione- degli spazi che la Venafro storica non può offrire, ma tutto questo non deve far voltare le spalle alla storia scritta con tanti sacrifici da quanti ci hanno preceduto. E’ doveroso non dimenticare e non abbandonare ciò che è stato, a cominciare dalla scuola materna di Via Dell’Acquedotto, sotto Castello Pandone, da recuperare strutturalmente e riaprire perché torni ad accogliere gli iscritti della primaria coi quali rivitalizzare finalmente gli antichi quartieri cittadini, ripartendo proprio dai più piccoli tra le generazioni future. Un augurio, questo, perché la Venafro di un tempo possa ripartire bene e in fretta, giusta la sua ricca storia.

Tonino Atella

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