“L’idea delle riforme Costituzionali crea sicuramente preoccupazione. A scuola i ragazzi imparano che la Costituzione italiana fu approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947 e che entrò in vigore il 1º gennaio 1948.

E’ democratica poiché il potere appartiene al popolo, rappresentato da deputati e senatori; contiene i diritti ed i doveri del cittadino ed è lo Stato a garantire l’istruzione, il lavoro e la protezione sociale.

Con la frenesia di cambiarla, che dal 1994 soprattutto Berlusconi ha dimostrato di avere, sorge un lecito dubbio: può una maggioranza – che tanto maggioranza non è, considerando che nessuno dei gruppi parlamentari gode di largo consenso – mutare la nostra Costituzione? Ritengo che i cittadini italiani, ai quali spetta il dovere di aderire ai valori ed ai principi della Costituzione, debbano esprimere direttamente la loro opinione e dire se sia giusto  rielaborare   la carta.

Che la Costituzione non sia immutabile è vero, come è certo che l’articolo 138 fissa il procedimento di revisione; è altrettanto indiscutibile, però, che tutto ciò che viene modificato non deve  distaccarsi dai principi fondamentali, i quali  sono il cuore della carta e ne  garantiscono la validità.

I parlamentari molisani che fanno parte della XVII legislatura hanno il compito, anzi il dovere, di tutelare la nostra Costituzione e di informare i cittadini molisani durante l’iter che in Parlamento seguirà la  sua riscrittura; infatti  è una responsabilità non indifferente quella che essi assumeranno insieme al resto dei rappresentanti delle due Camere.

Da ex parlamentare della Repubblica italiana non posso far altro che aderire al Comitato molisano in difesa della Costituzione Italiana promosso da Massimo Romano”.

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