“Il crollo del fatturato è anche sinonimo dell’impoverimento delle famiglie italiane, e mette al centro del confronto sull’economia il problema ancora irrisolto della gravissima crisi dei consumi. Che non permette di rallentare l’emorragia di attività: per la precisione, il 24,7% delle imprese avviate tra il 2012 e il 2013, aveva già chiuso a giugno 2014: un dato decisamente superiore alla media degli altri settori dell’economia, dove la quota di attività che ‘vivono’ meno di tre anni è ferma al 14,3%”.
“A soffrire di più, come sottolineano i dati dell’istituto di statistica, sono come al solito i piccoli esercizi. La crisi ha decimato le imprese ed affossato i consumi delle famiglie: le piccole attività commerciali scontano sempre più duramente la crisi del mercato interno italiano”.
“Il 2014 avrebbe dovuto segnare la tanto attesa ‘ripresina’ dei consumi, ma a questo punto è sempre meno probabile registrare una variazione positiva a fine anno: il governo deve intervenire per rilanciare il mercato interno, che dà lavoro a milioni di persone, evitando di prolungare questa pericolosa oscillazione fra stagnazione e recessione. Occorre ricreare le condizioni per investire e per consumare procedendo con coraggio sul doppio binario della riduzione delle spese e della pressione fiscale. Non possiamo più aspettare”.































