Si riunisce ogni 15 giorni il Consiglio regionale del Molise. Come se in questa regione le cose andassero a gonfie vele. Eppure tra soldi che mancano per la copertura finanziaria delle leggi, assenza di lavoro, chiusura di ospedali, mancanza di servizi essenziali, difficoltà dei trasporti pubblici, qui ci si comporta come si vivesse tutti su un’isola felice.

I cittadini ci mettono del loro, per carità. Con la storiella della delusione nella politica, il popolo fa come le tre scimmiette: non vede non sente non parla. Anestetizzato in una sorta di rassegnazione, lascia le vaste praterie alla libidine di chi sta riducendo il Molise in una steppa dove basta un mozzicone di sigaretta per appiccare un incendio.

L’assenza di un esecutivo che faccia uscire questa regione dalle secche in cui è caduta già con il governo Frattura, la concentrazione di Pd e 5telle agli avvenimenti nazionali tra spaccature, vincoli per il secondo mandato e trattative per la presidenza delle regionali del 2023, il silenzio degli assessori ad un governatore impresentabile a cui si continua a giurare fedeltà per non essere rimossi… tendono a far andare in vacanza le sedute del Consiglio regionale.

Questa mattina in aula erano in 7.

Assente completamente la giunta. Cavaliere e Cotugno sono stati avvistati in giardino a prendere tempo per far saltare i lavori. Niro aveva impegni istituzionali. Pallante ha il covid. La Calenda non pare pervenuta, si starà ancora riprendendo dalla nottata di baldoria per la tavolata della Magnastoria di Isernia.

E Toma?

Il presidente Toma non ha motivo di recarsi in Consiglio regionale. Lui si gode l’ultimo anno di turista per caso in questa regione. Così preferisce andare dove, da invitato, può camminare sulla passerella dei vip.

Lui non era in Consiglio, perché era a Ripalimosani alla Festa della Polizia Penitenziaria. In fondo, se ci stava il suo collega di partito Francesco Roberto, che da sindaco di Termoli e presidente della Provincia di Campobasso vorrebbe defenestrare Toma e prendere il suo posto, perché non può starci anche lui ad essere fotografato?

Meglio una inquadratura con la Polizia Penitenziaria che un’intervista per spiegare come mai, di nuovo, è andato sotto con i numeri su mozioni e proposte di legge dibattute in aula.

Insomma, la gita di Toma in Molise sta per finire e lui da questa giostra proprio non vuole scendere. Almeo, in questa occasione, aveva un abbigliamento decente vista anche la scarsa propensione alla scelta dell’outfit per le occasioni.

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