di Tonino Atella

Una constatazione amara ma purtroppo doverosa a farsi. Venafro, ricca di storia civile/religiosa/naturalistica di tutto rilievo, di ambiente sano, di colture autoctone di pregio, di strutture architettoniche importanti, di testimonianze di spicco del passato, di acqua sorgiva preziosissima specie nel periodo di massima calura, di reperti archeologici d’indubbio interesse ect., cioè di tantissimo da vedere e sapere, Venafro -si scriveva innanzi- è purtroppo “out” per turisti, forestieri e visitatori che nel periodo girano tantissimo dappertutto nella Penisola. Perché la città è “out”, di fatto come negata a chi arriva e gira per ammirare, sapere e conoscere ? Perché non c’è nessuno, non c’è associazione o movimento o sportello pubblico comunale che accolga il visitatore e lo guidi per l’abitato, illustrando peculiarità, caratteristiche e ricchezze storico/ambientali/naturalistiche della città.

Venere di Venafro

Già ! Nemmeno un’anima che “apra” ed illustri Venafro agli ospiti ! Chiese tutte chiuse, eccezion fatta per la Basilica, monumenti archeologici sbarrati da cancelli e catenacci (basta citare il Teatro Romano di S. Aniello), testimonianze del passato abbandonate al loro destino (come lo sono gli scavi nei pressi della Cattedrale, esattamente nell’ex “Campetto di Don Sante”), nessuno che illustri ad esempio la Torre Medievale di piazza Cimorelli, o lo storico immobile a tiro di schioppo che ospitò il Re d’Italia prima d’incontrarsi  con Garibaldi, i luoghi di culto di pregio come Cattedrale, Annunziata, Cristo, San Francesco e Purgatorio o la casa natale e la figura di Leopoldo Pilla, l’eroe di Curtatone e Montanara, o anche “Le Quattro Cannelle”, il laghetto di Ciaraffella, la Palazzina Liberty, i secolari ulivi venafrani e le ricche colture orticole della pianura, vanto della natura e del lavoro venafrani.

Tutto nel più assoluto silenzio ! E dire che ci vorrebbe poco per aprire tutto questo agli altri. Basterebbe che il Comune di Venafro si attivasse con sportello municipale ed apposito bando/concorso pubblico per addivenire ad una cooperativa pubblica composta da giovani o adulti ambosessi disposti a lavorare nel settore, facendo da guide ed illustrando tutto quanto di cui la città è ricca. Comprese le colture naturali del territorio, come ulivo, verdure ed ortaggi, capaci di attestare la salubrità di aria, ambiente e territorio venafrani. Questo perché all’ipotetico turista/visitatore interessano certamente monumenti, chiese, testimonianze storiche e reperti antichi, ma anche il meglio dell’alimentazione naturale per il proprio fisico al fine di proteggerlo e star bene in salute, aspetti che  Venafro, la sua terra, l’aria che vi si respira ed il territorio garantiscono al 100%.

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