È con una certa preoccupazione che ci accingiamo ad analizzare l’intensità delle recenti elezioni riguardanti il Consorzio di Bonifica di Venafro. Un’accanimento mai visto prima ha caratterizzato questo processo elettorale, con la presenza massiccia di consiglieri regionali, assessori e persino europarlamentari, tutti visibilmente coinvolti in un’operazione che destava interrogativi e riflessioni.
Ci si chiede quale sia il motivo di tale ossessione. Tra le ipotesi, emerge la presenza di dirigenti ANAS, che, si mormora, avrebbero utilizzato le auto blu dell’assessore Marone (LEGA) per recarsi alle urne, participando alla scelta dei sei eletti della terza fascia, quelli definiti “grandi elettori”. Questa situazione solleva inquietanti interrogativi sul legame tra pubblica amministrazione e scelte politiche locali, chiedendo se tutto questo sia realmente a beneficio della città di Venafro e del suo territorio.
Ciò che desta maggiore attenzione sono i fondi significativi che si preannunciano in arrivo, somme che, come ci insegna la storia recente, potrebbero necessitare di un controllo preventivo da parte dell’autorità giudiziaria. È fondamentale che tali risorse non siano soggette a nepotismi o assunzioni discutibili, avvenute senza evidenza pubblica e senza concorso.
Aguriamo un buon risultato a tutti i candidati e promettiamo di fornire un aggiornamento tempestivo sui risultati finali delle elezioni. La trasparenza e la correttezza devono essere al centro di ogni operazione che riguardi la gestione del nostro territorio.
Redazione





























