di Redazione
Facciamo che non vogliamo tenere conto di certe parole blaterate da qualcuno e condite sicuramente con anatemi che, speriamo non ci raggiungano, per tornare a parlare, nostro malgrado, ancora una volta del Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro. E lo facciamo pubblicando, su richiesta dell’interessato, per provare, come dice lo stesso autore, Massimiliano NARDOLILLO , “a essere utile ad altri consorziati e, soprattutto, affinché i soggetti preposti possano approfondire la questione e valutare quanto palesato”. Questa la lettera pervenuta in redazione.
“Scrivo in quanto vorrei esternare una situazione che, a mio modesto avviso, ha del paradossale e credo possa interessare anche altri cittadini e consorziati. Il tutto ha origine dal ricevimento dell’Avviso di Pagamento – Prot.n.509/2024 del 14/02/2024 – emesso dal Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro – relativo al rinnovo della concessione d’uso di un bene demaniale – precisamente – per un cavalcafosso in opera a servizio del mio fondo sito nel Comune di Venafro -IS- e censito al Foglio n.31 – P.lla 155. Indispettito dalla cifra, pari ad euro 640,76, ho condotto una piccola verifica con i confinanti e conoscenti, al fine di controllare se avessero ricevuto avvisi similari. Non essendovi analogia, mi sono recato, nel pieno rispetto delle istruzioni riportate sull’avviso, presso la sede Consortile – dal direttore generale Ing. Massimiliano Capezzuto – al fine di chiedere lumi. Il medesimo, in presenza dei colleghi (Geom. Bucci – Arch.Berardi – Sig. Forte) confermava, verbalmente e rifiutandosi di metterlo per iscritto, la legittimità dell’importo, precisando che i parametri di calcolo attribuiti al mio fondo, non erano di natura agricola – come da visura catastale – ma bensì industriale, aggiungendo altresì, che tali parametri fossero stati attribuiti – a suo insindacabile giudizio, non essendo gli stessi, indicati nemmeno nello Statuto Consortile. Purtroppo, pur non condividendo la spiegazione, seppur con amarezza, sono stato costretto ad accettarla. Ciò che mi preme, pero’, in conseguenza di tale evento, è rendere pubblico ai cittadini, nonché consorziati, la situazione che sembra essersi creata – nell’organico dell’ente – di “poteri speciali” attribuiti ai funzionari di turno. Poteri, in virtu’ dei quali, ad esempio, insindacabilmente, si modifica la natura dei fondi che da agricoli, diventano, improvvisamente, industriali con conseguenti maggiori oneri a carico del cittadino. E’ ovvio che a questo punto, sarà mia cura, con opportuno accesso agli atti, verificare se il trattamento “riservatomi” è analogo ad altri consorziati nelle mie stesse condizioni (accessi aziende agricole – chalet di campagna – parchi giochi privati -). Tanto ho ritenuto giusto esternare, nella speranza di essere utile ad altri consorziati e, soprattutto, affinché i soggetti preposti possano approfondire la questione e valutare quanto su palesato. Diversamente, procedendo di tal passo, la situazione diventerà un vero e proprio “salasso” per tutti i consorziati.”






























