“Una riforma dei livelli istituzionali, con l’abolizione completa delle Province e delle comunità montane e l’accorpamento di micro-comuni, è un passo necessario, non più rinviabile. Lo dimostrano i dati relativi ai conti pubblici del primo trimestre dell’anno, diffusi oggi dall’Istat: le entrate dello Stato sono in stallo per mancanza di crescita, mentre la spesa continua a lievitare. E questo nonostante il continuo aumento della pressione fiscale: la crescita di 0,6 punti rispetto al primo trimestre 2012 lascia intravedere per l’intero anno il corso un ulteriore balzo della pressione fiscale: dal 44% del 2012 ad almeno il 44,7% del 2013, un livello superiore anche al 44,4% stimato per quest’anno nel DEF”.
“Dovrebbe essere chiaro a questo punto che occorre invertire la tendenza: su tasse e imposte dobbiamo ingranare la retromarcia, riportando la pressione fiscale a livelli che incoraggino la crescita. Allo stesso tempo Esecutivo e Parlamento devono intervenire coraggiosamente sull’eccesso di spesa pubblica, varando i tagli necessari ma troppo a lungo rinviati”.
“Secondo uno studio Confesercenti-Ref, con una riforma istituzionale al centro ed in periferia, che preveda una drastica riduzione dei costi di rappresentanza, l’abolizione delle province e delle comunità montane, l’accorpamento di micro-comuni è possibile risparmiare a regime circa 14 miliardi di euro ogni anno riportando la nostra spesa per la Pubblica Amministrazione ai livelli di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito”.































