Nel 2014, i contribuenti maggiormente penalizzati dai mancati rimborsi dei crediti fiscali sono quelli residenti nelle regioni del Sud Italia con in testa i residenti in Campania, con +235,9%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente ai residenti nel Molise con + 224,6% ed in Puglia con +215,7%. A seguire nella Sicilia con +201,8%, nella Basilicata con 200,4%, nel Lazio con 197,3%, nelle Marche con +193,5%, nell’Abruzzo con +192,6%, nella Valle d’Aosta con 190,1%, nell’Emilia Romagna con +182,4%, nella Toscana con +175,3%, nella Liguria con +174,1%, nell’Umbria con +171,3%, nel Piemonte con +168,7%, nel Veneto con +108,2%, ed in Lombardia con +102,2%.
Tutto questo accade perché l’ Amministrazione finanziaria, dopo 14 anni, non ha ancora dato attuazione all’art. 8 dello Statuto del contribuente, in dispregio della Carta Costituzionale, che prevede la possibilità di pagare tutte le imposte mediante compensazione dei crediti tributari. “Per esigenze di cassa non si può sempre far leva sui rimborsi fiscali – afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Agiremo innanzi alle Commissioni tributarie e alla Corte di giustizia europea per far valere i diritti dei contribuenti italiani. I fondi recuperati dalla lotta all’evasione fiscale non sono stati utilizzati per ripianare i debiti che lo Stato ha nei confronti dei contribuenti. Urge un’armonizzazione fiscale in modo che, quanto prima, in tutta Europa, la tassazione possa essere omogenea e i rimborsi fiscali possano essere erogati con gli stessi tempi e modalità”.
In attesa di seri provvedimenti, l’Associazione Contribuenti Italiani con Lo Sportello del Contribuente promuoverà nel prossimo mese di ottobre dibattiti e “Tea Parties” in tutta Italia, per sollecitare una legge che impone alle Amministrazioni finanziarie di pagare entro 60 giorni, trascorsi i quali i contribuenti potranno procedere alla riscossione coattiva con l’applicazione di sanzioni ed interessi.































