Cosa fanno i rifugiati extracomunitari a Venafro ? Assolutamente nulla e i venafrani ovviamente restano a guardare, osservando e riflettendo … . “ Com’è possibile continuare con siffatta situazione ?”, si chiede un sacco di gente. “ All’infinito ci tocca tale poco edificante spettacolo ?

Giovani tra i 20 e i 30 anni, tutti maschi (questa almeno è la realtà di Venafro), che trascorrono le loro giornate bighellonando dappertutto, stancamente “buttati” su qualche panchina ed elemosinando dinanzi a farmacie, supermercati e per strada ?”.

Il prosieguo dello sfogo di molti: “Camminano senza meta con cuffie alle orecchie telefonando coi loro cellulari, rovistando nei cassonetti della spazzatura “globale” (in effetti a Venafro la differenziata si è inspiegabilmente fermata a metà dell’abitato, col centro storico che pratica la differenziata ed il resto della città con l’antico sistema del “tutto nel cassonetto ”) o girando in lungo e in largo in sella a bici ? Altri, stanchi di restare a Venafro, salgono su treni in transito per spostarsi in altri centri, dove continuare a non fare nulla di utile e costruttivo.

E’ quanto ci è stato riservato per il futuro e senza soluzione di continuità dal governo nazionale, che pare non intenzionato a prendere alcuna decisione al riguardo? Possibile mai ospitare tanti giovani di colore, ed a Venafro già abbiamo superato i 150 (!), senza prospettare alcuna utile attività sociale per tali soggetti ? Questi avranno anche diritto ad avere, ma avranno pure l’obbligo di dare qualcosa in cambio alla collettività che li ospita ! O qualcuno forse pensa che tali neri possano vivere così, cioè senza far nulla e senza alzare un dito per giorni ed anni interi, all’infinito ?

Se tanto si ritiene, si sta assolutamente sbagliando ! Prima o poi tali rifugiati di colore si … stancheranno di restare inoperosi dalla mattina alla sera ed allora cominceranno i problemi”. Ancora il pensiero dei venafrani sui neri in città : “Problemi che al momento non hanno affatto, anzi vivono tutt’altre situazioni … , i proprietari degli immobili che li ospitano. In effetti questi partecipano al business di tale storia, ricavando un sacco – cioè di più rispetto ai prezzi correnti del mercato – dal fitto di appartamenti e ville a società che gestiscono tali rifugiati extracomunitari.

Forse che si ritiene giusto che per gli interessi economici di pochi, tutto il resto della collettività debba vedersela in prospettiva con problemi seri ? No, in uno Stato di diritto come il nostro tale infausta conclusione non è affatto ammessa ! Invochiamo perciò il dovere delle istituzioni preposte a fare chiarezza e dare tranquillità al nostro futuro sociale, intervenendo sulla realtà di oggi e quindi sul domani dei neri che vivono nella nostra città”.

Tonino Atella

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