Addirittura, nel biennio 2012-2013, secondo i dati raccolti dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, si prospetta una contrazione dei consumi delle famiglie di 2.161 Euro (complessivamente oltre 50 miliardi di Euro in meno sul mercato).
Per questo è necessario riportare in primo piano il vero concetto chiave utile a superare la crisi occupazionale: le aziende effettueranno nuove assunzioni solo ed esclusivamente se torneranno a vendere beni e servizi.
In caso contrario, in assenza di una solida domanda di mercato, vi sono solo chiusure, fallimenti, delocalizzazioni, con il conseguente aumento di licenziamenti e cassa integrazione che, a loro volta, deprimono ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie. il risultato di questo processo è il continuo ravvivamento della spirale negativa di recessione in cui, da anni, è piombata la nostra economia.
Per spezzare con decisione tale andamento è necessario, quindi, un rilancio del potere di acquisto delle famiglie attraverso un processo di detassazione (IMU, IVA, Tares), e l’avvio di politiche keynesiane di investimenti mirati specialmente ai settori innovativi (come la rete di banda larga), per incrementare la produttività di sistema.
Il problema delle risorse, che viene sollevato ogni volta che si parla di detassazione e rilancio, può essere superato attraverso:
– politiche di grande lotta all’evasione fiscale (a quando, in tal senso, l’accelerazione dell’accordo con la Svizzera sui conti bancari);
– di eliminazione degli sprechi (si vedano le Province) e dei privilegi;
– l’utilizzo attento e mirato dei fondi europei;































