La classe ” midia”

 americo iannacone big

Qualche settimana fa, in un’intervista radiofonica, un cantautore italiano di successo, ha parlato della “classe midia” che ora in qualche modo, diceva, ha preso il posto della classe operaia. “Midia” e non “media”, non si tratta di un nostro errore di stampa. Finora ci eravamo imbattuti – anche troppo spesso – in parole latine pronunciate all’inglese, come “junior” che diventa “giunior”, “Venus” diventa “Vines” e simili. E anche la parola latina “media”, plurale di “medium”, nel significato di “mezzi” (di informazione), viene spesso erroneamente pronunciata all’inglese “midia”. Ma ora siamo arrivati a una sopraffazione tale dell’inglese sull’italiano, che vengono pronunciate all’inglese anche parole italianissime, come l’aggettivo “medio”. E forse non è lontano il giorno in cui invece di “io”, “amico”, “libro”, “Italia”, sentiremo “aio”, “amaico”, “laibro”, “Aitalia” e Dino Campana Sarà “Daino Campana”.

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